Ma Fiorilli insiste «Non sapevo dove fossero custodite Ho ricevuto la nota dell'associazione soltanto adesso»
PESCARA. Il Comune sapeva dove erano le 50 biciclette donate dagli sponsor all'ente e utilizzate in passato per il servizio di noleggio gratuito alla stazione centrale. Lo dimostra una lettera che il presidente del Dopolavoro ferroviario Giuseppe Salvatore ha spedito il 15 giugno scorso al vice sindaco e assessore Berardino Fiorilli. In quella nota, Salvatore avvertiva l'ente che la convenzione, stipulata negli anni passati per la gestione del servizio gratuito di prestito delle biciclette, di proprietà del Comune, era scaduta e il Dopolavoro Fs chiedeva disposizioni in merito alla collocazione dei mezzi, custoditi in due magazzini, uno a fianco della stazione centrale e l'altro in corso Vittorio. Ma la risposta non è mai arrivata.
Sabato scorso Fiorilli se n'è uscito con questa dichiarazione testuale: «Abbiamo saputo leggendo un articolo del Centro dove fossero quelle biciclette, di cui avevamo perso le tracce due anni fa». Insomma, una gaffe e ieri il vice sindaco ha rincarato persino la dose. «La nostra amministrazione», ha affermato Fiorilli, «non ha ricevuto alcuna comunicazione circa l'esistenza o la prosecuzione del servizio». «Dal luglio del 2009», ha aggiunto, «non abbiamo mai ricevuto alcuna nota in merito, fatta salva una breve lettera datata 15 giugno 2010, quindi appena due mesi fa, rintracciata spulciando tra le carte degli uffici tecnici comunali. Una nota che solo stamattina (ieri, ndr) ho ricevuto, evidentemente per un difetto di comunicazione tra gli uffici».
Diversa la versione del Dopolavoro. «Oltre alla nota inviata al vice sindaco», ha rivelato Gino Taglieri, responsabile dei rapporti con gli enti esterni del Dopolavoro Fs, «gli uffici del Comune si erano già interessati al problema bici, in occasione dei Giochi del Mediterraneo disponendone l'utilizzazione. Ora il vice sindaco sostiene di aver perso le tracce delle bici. E' probabile che abbia qualche responsabilità».
Sta di fatto che se non fosse stato il Centro a indicare dove sono le bici, i mezzi sarebbero rimasti nei depositi a marcire. Ieri, tra l'altro, Fiorilli ha effettuato un sopralluogo nella sede del Dopolavoro per verificare lo stato delle due ruote. Da un primo esame è emerso che il numero dei mezzi è sceso da 50 a 41, perché 9 biciclette, utilizzate l'anno scorso durante il periodo dei Giochi del Mediterraneo, sarebbero sparite. Inoltre a detta del vice sindaco, non tutte sarebbero in buono stato. «Dei mezzi ancora disponibili», ha fatto presente Fiorilli, «dovremo valutare lo stato di manutenzione e verificare quanti potranno essere effettivamente utilizzati per il bike sharing». Il bike sharing, cioè il servizio di prestito gratuito che il Comune intende organizzare in dieci punti della città, affidandolo alla società municipalizzata Pescara parcheggi, necessità però di bici tutte uguali. Quelle del Comune non lo sono.
Campi da tennis e bocce sull'area comunale
I rapporti con l'associazione incrinati per interessi economici
PESCARA. Si dice che i rapporti tra l'amministrazione comunale e Dopolavoro ferroviario, per tanti anni idilliaci, si siano improvvisamente incrinati l'anno scorso. Quando la giunta ha varato un provvedimento per riprendersi un terreno dietro corso Vittorio Emanuele, affidato in passato all'associazione per svolgere le proprie attività. Un'area recintata, dove ora il Comune ha realizzato un parcheggio di ben 200 posti auto.
Ma gli interessi del Dopolavoro ferroviario sono molto più ampi. L'associazione, che conta 2mila iscritti, gestisce uno spazio enorme all'interno delle aree di risulta. Spazio divenuto di proprietà comunale diversi anni fa, dopo l'acquisto dei 13 ettari intorno all'ex stazione dalle Ferrovie. Il Dopolavoro ha realizzato su quel terreno una sorta di circolo sportivo, con un campo di bocce, uno da tennis, un bar attrezzato a tavola calda e un parcheggio. L'ente, in compenso, non avrebbe richiesto alcun pagamento. L'associazione ha a disposizione anche una parte dell'ex Ferrhotel, lo storico albergo dei ferrovieri di corso Vittorio. Al piano terra sono esposti vecchi modellini di locomotive.
Ora il Dopolavoro, forse temendo che il Comune possa riprendersi quell'area, chiede all'amministrazione di formalizzare una convenzione per regolare i rapporti relativi agli spazi utilizzati per il circolo. Ma l'amministrazione comunale vorrebbe come contropartita il pagamento di un corrispettivo anche per il passato. Ne è nato un contenzioso e la vicenda delle bici dimenticate non ha certo contribuito a quietare i rapporti tra l'ente e l'associazione che, tra l'altro, conta un suo rappresentante nella giunta comunale. L'assessore all'urbanistica Marcello Antonelli, di professione ferroviere, è uno dei 2mila soci iscritti al Dopolavoro. Ma le pesanti dichiarazioni rilasciate ieri da uno dei dirigenti dell'associazione contro il vice sindaco Berardino Fiorilli sono la dimostrazione che qualcosa si è interrotto.