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Data: 18/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Pensioni, la spesa torna a correre. Quasi la metà dei pensionati vive con meno di mille euro al mese

Nel 2009 l'esborso è salito del 4,3%, in conseguenza dell'indicizzazione automatica all'inflazione

ROMA - Nel 2009 la spesa la spesa pubblica pensioni è aumentata del 4,3%, quando nell'anno precedente era aumentata del 3,9%. Effetto principalmente dell'indicizzazione automatica, che lo scorso anno è stata relativamente generosa in corrispondenza della forte inflazione del 2008. Il fenomeno si rovescerà quest'anno, visto che le pensioni hanno avuto un adeguamento molto limitato che riflette la scarsa dinamica dei prezzi nel 2009. Ma se cresce l'esborso complessivo dello Stato, gli assegni restano mediamente contenuti.
Un pensionato su due in Italia porta a casa, infatti, meno di 1.000 euro al mese. A fotografare la situazione del sistema previdenziale è il ministero dell'Economia nella consueta «Relazione generale sulla situazione economica del Paese» diffusa nelle scorse settimane e aggiornata al 2009.
Lo scorso anno dunque la spesa per pensioni e rendite è risultata dunque pari a 234.025 milioni di euro, mantenendosi costante come quota del complesso delle erogazioni per prestazioni sociali a carico delle amministrazioni pubbliche (58,2%) e aumentando di circa un punto percentuale in rapporto al Pil (15,4%). Rispetto al 2008 la spesa è cresciuta del 4,3%, mentre l'incremento fra il 2007 e il 2008 era stato del 3,9%.
«La dinamica della spesa per pensioni è spiegata - rileva il Tesoro nel documento reso pubblico - in parte dall'adeguamento dei trattamenti in essere ai prezzi, pari per il 2009 al 3,4% (1,6% nel 2008), di cui 0,1% come conguaglio per lo scostamento tra valore accertato e valore erogato per il 2007. Continua, inoltre, ad essere operativa la disposizione che stabilisce, per il triennio 2008-2010, l'applicazione della rivalutazione nella misura del 100% (e non del 75%) alle fasce di importo dei trattamenti pensionistici comprese tra tre e cinque volte il trattamento minimo».
Per quanto riguarda l'importo degli assegni, il 21,4% risulta inferiore ai 500 euro, il 27,7% tra i 500 e i 999,99 euro, il 23,5% tra i 1.000 e i 1.499,99 euro, il 13,7% tra i 1.500 e i 1.999,99 euro. I trattamenti pensionistici con importi più cospicui costituiscono solo il 13,7% del totale (il 7,7% se si considerano le sole pensionate donne) ma in crescita rispetto al 12,4% dell'anno precedente.
Per quanto riguarda gli importi dei redditi pensionistici per ripartizione geografica, si conferma, anche per la previdenza, un'Italia a due velocità: considerato 100 per la media nazionale, al Nord i redditi pensionistici sono infatti pari al 105%, al Centro al 106,6% mentre al Sud valgono l'88,1%.

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