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Pescara, 22/04/2026
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Data: 19/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Positivo il primo semestre: alle spalle la crisi post-sisma

Eppur si muove. Anzi, vola. Nonostante la crisi economica l'Aeroporto d'Abruzzo gode di buona salute, stando almeno ai dati ufficiali diffusi on-line da Assaeroporti. Mettendo a confronto il primo semestre degli ultimi tre anni, con un totale passeggeri di 199.668 l'aeroporto dimostra oggi di aver ammortizzato il trauma del terremoto e di essere tornato a livelli uguali, anzi addirittura superiori, a quelli archiviati nel 2008 (due anni fa il totale passeggeri da gennaio a giugno fu di 184.789, con incremento del 23,2% rispetto al 2007). Nel 2009, anno nero per gli effetti del dopo-sisma, da gennaio a giugno i passeggeri furono 138.963 tra nazionali e internazionali. L'andamento richiede certo una lettura più approfondita perché l'analisi sia più rispondente alla realtà. Tuttavia i numeri nudi e crudi bastano a confermare una ripresa incoraggiante, che si traduce in un più 8% di passeggeri (nazionali e internazionali) rispetto al dato già buono del 2008 ma che in confronto al 2009 vale un più 43,7%. Cifre che per la fine dell'anno dovrebbero moltiplicarsi del triplo, considerando le forti aspettative della Saga per i mesi di luglio e agosto (periodo "caldo" i cui dati congiunti saranno disponibili a settembre).
La domanda è se questi numeri basteranno a far sì che l'Aeroporto d'Abruzzo abbia le gambe per camminare da solo, sorretto cioè dalle sole risorse degli enti locali, o se invece ci sia da temere il rischio di un ridimensionamento, conseguenza che il federalismo lascia intravvedere. Il nuovo piano è stato elaborato dall'Enac seguendo le indicazioni espresse nei mesi scorsi dalla Commissione parlamentare d'indagine, con a capo il presidente della commissione Trasporti, Mario Valducci. Commissione di cui fa parte anche l'onorevole abruzzese Daniele Toto.
Gli obiettivi sono chiari e noti: risparmio attraverso una gestione mirata delle risorse, sviluppo di alcuni scali che possono contare su un bacino interregionale e taglio, dunque, di scali minori: se l'aeroporto di Pescara non rischia la chiusura, è comunque forte la possibilità che la sua gestione venga per l'appunto ceduta dallo Stato agli enti locali. E' del tutto evidente che nel mirino del piano Enac ci siano aeroporti che più hanno investito nel low cost e tra i quali Pescara si difende grazie a Ryanair, piazzandosi sopra la media nazionale. Aeroporti in forte concorrenza tra loro e che si reggono su una politica che si è fin qui rivelata troppo onerosa per gli enti locali (aspetto, questo, che la Commissione ha sottolineato nella relazione). Il prezzo del risanamento milionario cui la regione Abruzzo è stata costretta a provvedere per il 2009- 2010 - beninteso con fondi non regionali destinati al turismo intercettati e dirottati sull'aeroporto dall'assessore Mauro Di Dalmazio - rivela la fondatezza dei timori. Va da sè che il taglio di aeroporti colpirebbe al cuore l'irlandese Ryanair, costretta a mollare la presa sulla rete nazionale, risollevando le sorti di Alitalia. Ma questo è un altro discorso.

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