Il presidente Inps: chiuso il cantiere delle riforme, nel 2010 crescita della spesa contenuta. Mastrapasqua: in sette mesi trovati 38.000 irregolari
ROMA Trentottomila lavoratori irregolari scoperti nei primi sette mesi dell'anno, 667 milioni di crediti contributivi accertati, ben il 10 per cento in più di quanto lo stesso istituto avesse preventivato. E buoni risultati anche sul fronte del recupero crediti, con quasi tre miliardi portati a casa e un sensibile incremento (+31 per cento) in particolare sul fronte del recupero affidato ai concessionari. «Ma non basta - spiega Antonio Mastrapasqua, presidente dell'Inps - lavoriamo per una svolta culturale perché è impossibile combattere un esercito di almeno un milione di lavoratori sommersi solo con l'azione di 1.500 ispettori».
Cos'altro si può fare?
«Stiamo già usando le banche dati, incrociandole tra loro. Se un commerciante o un artigiano o un professionista risultano iscritti alla Camera di commercio ma non all'Inps, e dunque non versano contributi, noi chiediamo a queste persone di mettersi in regola. Quest'anno sono già partite 180 mila lettera e i tassi di adesione sono molto alti. C'è il capitolo agricoltura, dove l'Inps segue una linea dura con la denuncia alle procure di tutte le truffe: incrociando i nostri dati con la mappa fotografica del territorio nazionale abbiamo ottenuto ottimi recuperi di contributi in particolare al Sud, con incrementi che arrivano al 22 per cento in Calabria e al 25 in Puglia. Poi ci sono i nuovi strumenti offerti dalla manovra estiva».
Che contiene un ampio pacchetto di misure contro l'evasione fiscale.
«Sì, ma anche norme che sono molto utili a noi, di cui forse si è parlato meno. Ad esempio i Comuni, oltre ad avere una percentuale incrementata delle imposte recuperate, potranno contare anche sull'importo di sanzioni e interessi relativi ai mancati versamenti contributivi. Questo vuol dire che soprattutto piccoli e medi Comuni avranno interesse ad aiutarci a scovare il nero. Mentre a chi dichiara meno del suo reddito verranno tolte le agevolazioni per le prestazioni sociali come l'asilo nido. Del resto gran parte del pacchetto contiene misure che prevedono un'azione collegata tra noi, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza. Sarà una lotta senza quartiere».
Resta il fatto che il sommerso, come l'evasione, sono fenomeni radicati. Non basterà un altro decreto per sconfiggerli.
«È vero. Però mi sembra che si stia creando un maggior senso di regolarità, di legalità. C'è un collegamento con il tema delle pensioni. Con il sistema retributivo, se uno aveva un anno o due di "buco" nei versamenti ci faceva meno caso. Con il contributivo invece se ne accorge, anche grazie alla maggiore informazione fornita dall'istituto, e si rende conto che in questo modo riduce la propria pensione futura. Cerchiamo di far capire che chi lavora in nero fa un danno innanzitutto a se stesso».
A proposito di pensioni, come vede la tendenza della spesa?
«Il cantiere delle riforme è completato. L'incremento di spesa del 2009 dipende dalla maggiore indicizzazione, in conseguenza della corsa dei prezzi nell'anno precedente. Nel 2010, con un recupero di inflazione fermo allo 0,7 per cento, l'aumento della spesa risulterà più contenuto. Ciò di cui le persone hanno bisogno, adesso, è soprattutto informazione sulle nuove regole, comprese quelle legate all'aspettativa di vita, e l'istituto si impegnerà ancora di più in questo senso».