PESCARA - I finiani? Quattro gatti! Il consigliere regionale e presidente provinciale del Pdl di Pescara, Lorenzo Sospiri, lancia l'affondo: «Giusto per fare chiarezza, gli esponenti politici di cui io ho la contezza che "in segreto" attendono di lasciare il Pdl nel territorio della provincia di Pescara possono essere contati con l'ausilio di una sola mano».
Parole sferzanti contro l'ex compagno di partito Angelo D'Ottavio che oggi, dall'altra parte della barricata, assicura che in tutto l'Abruzzo il movimento di Futuro e Libertà per l'Italia (Fli), che fa capo a Gianfranco Fini, può contare su una lista di oltre sessanta nomi tra eletti e amministratori dei vari enti.
Sospiri si guarda bene dall'attaccare l'ex leader nazionale di An, oggi presidente della Camera. Non tanto per l'alta carica istituzionale ricoperta da Gianfranco Fini, ma per un naturale imbarazzo ad affondare i colpi contro l'esponente politico che sino all'altro ieri piangeva sulla tomba dello zio Nino.
Lui però ha fatto una scelta precisa e chiara sin dalle prime schermaglie che agitavano il partito di Berlusconi: sta con il Pdl di Gasparri e La Russa. E non tace sulle ambizioni dichiarate dei finiani in Abruzzo e sui corteggiamenti in atto (vedi caso Teodoro).
Sospiri torna soprattutto a rimarcare la difficile posizione di Alfredo Castiglione, chiedendo esplicitamente al vice presidente della Regione di trarre le conclusioni della sua scelta: «Mi pare che il primo dato che emerge chiaramente è una strumentale confusione nelle dichiarazioni degli amici Castiglione e D'Ottavio. Il primo -incalza Sospiri- nel confermare la sua appartenenza al progetto politico del presidente Fini rimarca la sua permanenza del Pdl, partito grazie al quale ricopre il ruolo di vice presidente della giunta regionale. Il secondo, D'Ottavio, conferma il lavoro per l'organizzazione di una forza politica autonoma che da tutti i giornali viene per bocca dei finiani confermata e che sarebbe lanciata durante la festa di Mirabello».
La conclusione di questi atti politici, a detta di Sospiri, è inevitabile: «Se si decide di stare in un partito non se ne costruisce un altro, ma se legittimamente si decide di fare altro, il Pdl si comporterà come è ovvio, ovvero riconducendo a propri esponenti le posizioni di governo assegnategli dagli elettori».
Un bel giro di parole per dire a Castiglione e D'Ottavio di tenere pronti i bagagli. Il primo per dire definitivamente addio alla Giunta regionale guidata da Gianni Chiodi, il secondo per lasciare l'assessorato esterno alla Provincia di Pescara in quota Pdl.