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Data: 19/08/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Tirrenia: corsa ai traghetti alternativi La precettazione non fermerà lo sciopero

Si prospetta il blocco totale della flotta il 30 e 31 agosto: disagi e ritardi pesanti per migliaia di turisti sulle isole

ROMA - Corsa ai traghetti «alternativi» per migliaia di romani in vacanza in Sardegna che temono - a causa dei proclamati scioperi del personale marittimo della Tirrenia il 30 e 31 agosto - di non poter far rotta su Civitavecchia per rientrare nella Capitale. Nonostante l'annunciata precettazione dei lavoratori, si rischia infatti la paralisi della flotta alla fine del mese in uno dei momenti più delicati per il contro esodo di gran parte dei turisti che hanno trascorso le ferie sulle isole. Perchè Tirrenia non ha più i soldi per pagare gli stipendi di circa 4 mila marittimi.
Soltanto sulle motonavi «Bithia» e «Clodia» (già protagonista, il 6 e 7 agosto, di un guasto e un rinvio di 24 ore che provocò il caos nel porto tirrenico) in calendario lunedì 30 e martedì 31 (partenze da Cagliari alle 18.30) sono prenotati almeno 4 mila passeggeri con centinaia di auto al seguito. Dove saranno imbarcati?

NO ALLA PRECETTAZIONE - «La Uiltrasporti non è disposta ad accettare alcun differimento o precettazione che vanifichi lo sciopero di 48 ore dei lavoratori marittimi di Tirrenia proclamato», si legge in una lettera inviata al presidente della Repubblica Napolitano, «i lavoratori comunque non rispetterebbero la precettazione, vista la gravità della situazione». L'agitazione proclamata da Federmar-Cisal, Fit Cisl e Uiltrasporti potrebbe bloccare tutta la flotta nei giorni caldi del rientro estivo: l'unico modo di evitarla, sottolineano i sindacati, «è che il governo convochi un tavolo con azienda, commissario straordinario e lavoratori».

LE LINEE A RISCHIO - Tirrenia di Navigazione e Siremar, le due società del gruppo in fallimento, garantiscono i collegamenti tra l'Italia continentale e le isole maggiori e tra la Sicilia e le sue isole minori, durante l'intero arco dell'anno. Problemi e disagi, dunque, si potrebbero avere a fine mese sulle rotte servite dalla flotta di nuovi supertraghetti veloci e dalle normali navi traghetto: Sardegna-Civitavecchia, Napoli-Palermo, Cagliari-Palermo-Trapani, Cagliari-Civitavecchia, Genova-Olbia, Civitavecchia-Olbia.

OCCUPAZIONE DEI PORTI - Intanto l'Idv minaccia di «occupare i porti» se non verranno affrontati i problemi dei lavoratori: «Reputo scandaloso che ai lavoratori della Tirrenia l'unica risposta data per evitare il blocco di 48 ore dei traghetti, indetto per il 30 e 31 agosto, sia l'ipotesi di ricorrere a strumenti come la precettazione o il differimento dello sciopero», dice il senatore dell'Idv Stefano Pedica, che dopo aver manifestato accanto ai marittimi della Tirrenia, annuncia che sarà «presente anche per lo sciopero indetto a fine agosto».
E sui viaggi per mare del controesodo pende anche la minaccia di protesta dei portuali: «I servizi di ormeggiatori, piloti e rimorchiatori saranno costretti ad iscriversi nella lunga fila di creditori della ex Tirrenia di navigazione spa - avverte Erasmo De Blasio, segretario della Ugl-Trasporti portuale -. Cifre astronomiche non pagate dalla Tirrenia metteranno in condizione di non richiedere più la presenza dei camalli nei terminal con conseguente disdette di mano d'opera».

LE SCUSE DEI SINDACATI - A rischio anche i due traghetti della divisione adriatica sulla linea internazionale da e per l'Albania, la Bari-Durazzo. Problemi potrebbero verificarsi infine sulle navi da e per le isole Tremiti (Termoli-Tremiti o Vieste-Tremiti). Giuseppe Caronia, segretario generale della Uiltrasporti, prevede «notevoli disagi» per l'agitazione proclamata dal suo sindacato, tuttavia «pur consapevole dei costi per gli utenti» chiede «all'opinione pubblica non solamente comprensione, ma di non far mancare il suo indispensabile sostegno e la sua solidarietà» alla lotta dei dipendenti Tirrenia.
«Vicende come questa - spiega - , che vedono il Governo insensibile a ogni richiamo al senso di responsabilità e alle richieste di un dovuto confronto con i lavoratori sui loro destini e sulla loro stessa sopravvivenza e quella delle loro famiglie, non devono ripetersi». E avverte: «Spero non sfugga a nessuno che se non avessimo proclamato le 48 ore di sciopero, ben più gravi e pesanti sarebbero state le conseguenza per gli utenti, che avrebbero potuto subire fermi improvvisi e non preannunciati o qualsiasi altra forma di protesta degli equipaggi le cui modalità e la cui intensità non sarebbe stato possibile prevedere».

CENTRALINI PRESI D'ASSALTO - Sono migliaia le telefonate di protesta registrate dai centralini delle principali associazioni in difesa dei consumatori a causa dei disservizi nei collegamenti marittimi e del possibile blocco di fine mese. L'associazione Telefono Blu ha avviato una procedura legale e raccoglie le segnalazioni dei passeggeri: «Per richiedere ed ottenere i risarcimenti (circa 200 euro a persona) è necessario anzitutto inviare una raccomandata a/r alla Tirrenia (sede di Napoli) entro 10 giorni dalla data del trasporto con la richiesta dei danni patiti... oltre alle eventuali spese vive sostenute in conseguenza dei disagi».
I legali dell'associazione predisporranno «un esposto alle Procure interessate, una lettera al ministero dei Trasporti, all'Antitrust e alla Regione Sardegna affinchè venga anzitutto garantita una libera concorrenza nel mercato dei trasporti marittimi in Sardegna ed affinchè lo scempio Tirrenia venga definitivamente risolto». Anche l'Adoc assiste i passeggeri Tirrenia che hanno incontrato o potrebbero dover fronteggiare «problemi di trasporto, di ritardo, o di inadempienze rispetto agli obblighi che derivano per coloro che hanno acquistato biglietti della Tirrenia e delle società collegate».

I DEBITI E I NUMERI - La Tirrenia è una società di navigazione della finanziaria di Stato Fintecna. Ha un'esposizione debitoria di 646,6 milioni di euro e una liquidità di 18.506 euro, «praticamente azzerata». I sindacati temono per la sorte di circa 4mila dipendenti tra i 1.646 lavoratori di Tirrenia di Navigazione Spa (267 amministrativi, 1.379 naviganti) e quelli della Siremar (Sicilia Regionale Marittima spa).
Nel novembre 2009, sono passate alle Regioni Campania, Sardegna e Toscana rispettivamente Caremar, Saremar e Toremar, le altre società del Gruppo che servono le isole minori dei rispettivi territori regionali.

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