Ancora una puntata sulla "telenovela" relativa all'appalto della funivia del Gran Sasso. Eravamo arrivati al sabato mattina del 14 agosto, giorno in cui né il direttore Cordeschi né il presidente del Centro turistico Vittorio Miconi avevano traccia delle attese integrazioni alle osservazioni sul progetto che la società Ceretti e Tanfani avrebbe dovuto inviare perentoriamente entro la mezzanotte del venerdì 13 al responsabile del procedimento Carlo Bolino. Quest'ultimo solo sabato pomeriggio "girava" le integrazioni arrivate per e mail (sembra lo stesso pomeriggio) al presidente Miconi e al direttore d'esercizio Cordeschi. Quest'ultimo ora avrà il compito di esaminare il dossier e formulare, se lo riterrà opportuno, ulteriori controdeduzioni. Nell'ambiente tuttavia circola sempre più insistentemente la voce che le integrazioni non avrebbero modificato nella sostanza il progetto e che il responsabile del procedimento non sappia ancora che decisione assumere. Per martedì è previsto un incontro tra il sindaco Massimo Cialente, i vertici del Centro turistico e i rappresentanti della Ceretti e Tanfani. Intanto il coordinatore comunale del Mpa, Corrado Ruggeri fa pressing al sindaco: «Sulla privatizzazione del Gran Sasso il Consiglio comunale ha deciso - ricorda Ruggeri - 28 mesi fa. Dato che lo sviluppo futuro passa obbligatoriamente dalla sua privatizzazione, il sindaco dia una data di previsione certa per l'aggiudicazione del bando e dica, inoltre, se entro quest'anno riaprono o no gli impianti. E perché dal finanziamento ricevuto dalla Protezione Civile per la manutenzione straordinaria della funivia all'affidamento dei lavori sono trascorsi oltre dieci mesi, compromettendo la prossima stagione invernale». All'attacco anche gli operatori della "Gran Sasso360". «Sarà da analizzare attentamente - è scritto in una nota - a quale ora e minuto della notte di venerdì siano arrivate le integrazioni della ditta aggiudicataria. Ad ogni buon conto nella ardua speranza degli operatori di poter lavorare questo inverno ci chiediamo a che giorno si arriva se si iniziano a contare i 150 giorni (miracolo della tecnica e della comunicazione visto che lo stesso Miconi in una riunione verbalizzata ci aveva parlato di non meno di 240 giorni), dalla idilliaca data del 1 settembre? Ad Assergi, dove il fuso orario è lo stesso che nel resto d'Italia, 1 settembre 2010 più 150 giorni fa primo febbraio 2011».