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Pescara, 22/04/2026
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Data: 21/08/2010
Testata giornalistica: Il fatto quotidiano
Primarie. Adesso le facciamo noi. Basta con la Casta! Il Fatto mette a disposizione dei cittadini il proprio sito. Votate i vostri candidati. A partire da quelli per i nuovi sindaci di Milano - Torino - Bologna - Napoli - Cagliari da eleggere nel 2011

Ci risiamo. Quando le elezioni si avvicinano davvero, a destra come a sinistra, i proclami delle segreterie di partito si rivelano per quello che sono: dei bluff. Tutti parlano di democrazia e di volontà degli elettori, ma alla fine nei comuni, come in Parlamento, ci finiscono quasi esclusivamente uomini e donne scelti dalla Casta. E anche quando scattano le primarie, le consultazioni dei cittadini diventano spesso una corsa pilotata per "dare la forza del mandato popolare" a candidati di fatto selezionati dai soliti noti.

Da oggi però vogliamo tornare noi a scegliere chi ci amministra. Grazie alla Rete. Per questo il Fatto Quotidiano lancia le primarie sul web. Per trovare nuovi candidati e nuovi programmi. Per spingere i cittadini a rimettersi in gioco suggerendo nomi o, magari, proponendosi essi stessi.

Per ovvie ragioni tecniche partiamo solo con cinque grandi città. Cinque capoluoghi che nella primavera del 2011 saranno chiamati a votare i loro sindaci: Milano, Torino, Bologna, Napoli e Cagliari.

Lo facciamo adesso perché i vertici dei partiti hanno cominciato da un pezzo a muoversi. Le trattative, sotterranee e nascoste come sempre, sono già in corso. Ma noi vogliamo arrivare prima. Vogliamo convincere i movimenti politici (tutti) a indire - come è già accaduto in Puglia - le primarie di coalizione. E vogliamo che vi partecipino pure i candidati più votati dal web.

Come? Con una strategia in due fasi. In un primo momento vi proponiamo solo di indicare per ogni città il vostro sindaco ideale. Fatelo, se volete, scrivendo il suo nome in maiuscolo nei commenti e fatelo una volta sola. Poi, tra qualche settimana, cominceremo a tirare le somme e apriremo un vero e proprio sondaggio tra i nomi che risulteranno più citati.

Ovviamente sono ammesse le campagne. Si può spiegare cioè ai navigatori perché si pensa che proprio il candidato in pectore sia meglio di un altro.

Quello che vi chiediamo è di passare parola. Di spingere più persone possibile a far conoscere il loro parere. Servono le e-mail, le chat, i blog, i social network, le telefonate, gli sms, le chiacchiere in famiglia, nei bar, in spiaggia, nei luoghi di lavoro. Serve la passione, il coraggio e l'entusiasmo.

Serve un progetto e un sogno. E serve, soprattutto, il vostro voto.

Il Pd e le ?finte primarie'
Sul punto la dichiarazione più incisiva è dell'algido Enrico Letta. "A Milano", ha detto, "possiamo battere la Moratti. Per il 2011 dobbiamo trovare un candidato civico, un Guazzaloca di centrosinistra. Ma il nostro Guazzaloca non va sottoposto alle primarie, soffocherebbe le sue possibilità di successo". Un mirabile esempio di ferrea logica cartesiana dal quale potrebbero discendere anche altri ragionamenti. Roba del tipo: questo Pd, per vincere, deve eliminare gli elettori. O, meglio ancora, trasferirsi in toto all'estero dove forse qualcuno è ancora disposto a credergli e a votarlo.

Il Letta pensiero, del resto, in quello che è il maggior partito della cosiddetta opposizione è tutt'altro che una rarità. Prendete Massimo D'Alema. Lui, dopo aver visto per due volte in Puglia il proprio candidato perdere le consultazioni della base contro un Nichi Vendola che poi si è aggiudicato la Regione, resta ancorato alle sue lapalissiane e sarcastiche convinzioni: "Più che le primarie occorre vincere le secondarie, cioè le elezioni". Mentre Beppe Fioroni, in caso di consultazioni politiche anticipate, ha pronta una soluzione intermedia: "Le primarie finte". Dice Fioroni: "È già successo con Prodi. Al momento giusto salterà fuori un nome dall'Italia che produce. E anche Vendola farà un passo indietro". In attesa di quel catartico istante un passo l'abbiamo però fatto noi: in avanti. Nel giro di un paio di giorni più di diecimila lettori, sul sito de ilfattoquotidiano.it, hanno votato sì a un sondaggio che chiedeva per tutte le prossime tornate elettorali le primarie di coalizione. E i lettori, nei loro commenti, hanno domandato in maggioranza primarie vere, aperte a tutti, anche ai non iscritti ai partiti.

Pare infatti che dopo 14 anni di batoste tra gli italiani non berlusconiani (cioè la maggioranza, visto che il Pdl non va oltre il 35 per cento dei consensi) si stia diffondendo una convinzione. Spiacevole per il Pd: il Cavaliere vince non solo a causa del suo strapotere mediatico, della sua capacità di fornire messaggi e risposte semplici a problemi che sono in realtà molto complicati. Alla base del suo successo c'è pure l'insussistenza degli avversari. C'è una classe dirigente che, salvo poche e lodevoli eccezioni, è molto capace a scaldare le poltrone, ma è del tutto incapace a scaldare i cuori degli elettori. Le primarie con il loro carico di passioni, di competizione, di scontro e di confronto, sono dunque la strada maestra da cui ricominciare. Certo, lo sappiamo anche noi, non sono la soluzione. Continuare solo a domandarsi cosa si può fare per sconfiggere le varie cricche d'Italia non basta più. I cittadini che adesso le chiedono a gran voce dovranno partecipare alle primarie non semplicemente come elettori. Lo dovranno fare, a partire dalle amministrative, anche come candidati. Perché, come dice un proverbio arabo, "gli uomini coraggiosi fanno politica. Gli altri ne parlano". E Dio solo sa di quanto coraggio abbia oggi bisogno un Paese come il nostro.

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