ROMA. In cabina gratis solo il Giornale, Libero e il Riformista. Chi vuole altri quotidiani se li porta. La spiegazione ufficiale è quella che i giornali rappresentavano un costo elevato per Alitalia che ha varato un programma d'austerity molto rigido. Dunque dal primo gennaio 2010 la mazzetta classica (Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, il Messaggero e il Sole 24 ore) è stata cancellata dalle rotte nazionali e messa a disposizione solo per i fortunati che viaggiano in classe business sui voli internazionali e intercontinentali.
La sorpresa però è arrivata qualche settimana fa quando in singolare concomitanza con la campagna contro Gianfranco Fini e della vicenda della casa a Montecarlo messa in piedi dai giornali di centrodestra, sono ricomparsi solo ?Il Giornale' e ?Libero'. La denuncia è dei responsabili di cabina ai quali è arrivata la comunicazione della compagnia nella quale veniva chiesto di distribuire i due quotidiani. «Praticamente ci hanno chiesto di fare volantinaggio» spiega uno che ovviamente preferisce restare anonimo. È così che la circolare viene percepita, perché evidentemente la spiegazione che «quelli sono gli editori che ce li danno gratis» non convince pienamente. Anche perché non hanno molto successo: «Nessuno li vuole - spiegano ancora dal personale di bordo - ci chiedono Repubblica e il Corriere e noi non possiamo far altro che rispondere che non li abbiamo. Sull'ultimo volo che ho fatto ne hanno prese solo otto copie dal pacco che ne conteneva centoquaranta».
Così il pacco resta lì, al bordo del finger, la pedana che porta all'ingresso dell'aereo, perché c'è qualcuno che si rifiuta di «fare volantinaggio». Nessuna coincidenza maliziosa per l'ufficio stampa di Alitalia che conferma: «Distribuiamo i giornali che per noi praticamente non hanno un costo. Con quelle testate abbiamo raggiunto un accordo e dal primo settembre ci sarà anche ?Il Sole 24 ore'».
«Meglio che non dare nessun giornale almeno ne diamo alcuni» è la spiegazione dietro alla quale si trincera dunque Alitalia che mette al primo posto il taglio di un costo che era diventato molto elevato.
«Ma per caso è già iniziata la campagna elettorale?» chiede un pilota che si era accorto da subito della singolare coincidenza. Difficile dargli torto vista l'offensiva mediatica partita nei giorni scorsi comprese le venticinque pagine al limite dell'agiografia pubblicate dal settimanale di famiglia «Chi». Da una parte il quadretto della famiglia Berlusconi in vacanza, dall'altra i guai del presidente della Camera Fini alle prese con la casa di Montecarlo.