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Pescara, 22/04/2026
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Data: 21/08/2010
Testata giornalistica: La Stampa
E Fini beffardo: «Tutto qui? Non ha armi per farci tacere» Bocchino: al 95% ha elencato il programma

«Tutto qui». Paradossalmente Fini è rimasto deluso dalle parole di Berlusconi. Gradevolmente deluso perché si aspettava fulmini e saette da Palazzo Grazioli e invece il premier non ha fatto che ribadire ciò che è scritto nel programma di governo. Anzi avrebbe finalmente risposto ad alcune sollecitazioni fatte da tempo dal presidente della Camera, fin da quell'infuocato ufficio di presidenza del Pdl che fece scoppiare la guerra. «Meglio tardi che mai. E' evidente che non ha l'arma atomica per farci la guerra», è stato il commento del leader di Futuro e Libertà.

Il quale però sta in guardia: tanta moderazione da parte del Cavaliere è sospetta. Bisognerà infatti vedere come le intenzioni verranno concretizzate. «Intenzioni lodevoli - le definisce Fini - che meritano attenzione. Ora tutto dipende da come verranno tradotte nei singoli disegni di legge». Wait and see, mai dare per scontate le mosse dell'ex amico-avversario. E' vero, come dice in maniera sarcastica Briguglio, che «anche a volersi sforzare è impossibile non votare questo programma. La montagna ha partorito il topolino». Detto questo Fini non crede a una parola di Berlusconi quando sostiene di non avere alimentato la campagna del Giornale contro di lui, e di non aver fatto una telefonata per riportare all'ovile i finiani moderati.

Sospetti e certezze. Il sospetto maggiore riguarda la parte sulla giustizia, a cominciare dal processo breve che Berlusconi nella conferenza stampa ha ridefinito «tempi ragionevoli» del processo. Per questo Bocchino ha detto che le proposte del premier sono condivisibili al 95%. Il 5% che manca è proprio su questo terreno. Fini è disposto votare una riforma sulla separazione delle carriere e lo sdoppiamento del Csm, ma quando si tratta di rendere i tempi «ragionevoli» vuole capire di che tratta: significa far saltare migliaia di processi in corso solo per risolvere quello sul caso Mills? Tra i finiani su questo tema c'è una discussione aperta.

I moderati vogliono risolvere, nelle forme accettabili per l'opinione pubblica, il problema giudiziario di Berlusconi: meglio sarebbe con lo scudo del Lodo Alfano, ma solo per il capo dello Stato e il premier. E perché no, anche con il processo breve. I falchi non sono d'accordo e vogliono ingaggiare una dura discussione. Ma per Berlusconi non ci saranno trattative. «Allora - osserva Bocchino - in aula dirò che voteremo la fiducia ma che non siamo d'accordo su questo e quest'altro. Per Berlusconi sarebbe un doppio danno».

Fini ha seguito la conferenza stampa del Cavaliere e ha trovato conferma all'idea che il problema di Silvio è Umberto. Probabilmente il premier ha in mano dei sondaggi che, in caso di elezioni, vedono Bossi schizzare al Nord nei consensi e il Pdl arrancare al Sud. Qui, una campagna elettorale di Fini tutta giocata contro la Lega affamatrice dei meridionali, potrebbe avere successo. Ma basterebbe uno spostamento del 2-3% dei voti nel Mezzogiorno per far perdere al Pdl il controllo del Senato. A quel punto, ragiona Fini, Bossi chiederebbe a Silvio di passare la mano a Tremonti. Ecco la paura di Berlusconi, che non ha l'atomica contro Fini.

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