PESCARA. Il Comune non torna indietro sulla richiesta di 80 mila euro al Dopolavoro ferroviario, per il mancato pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico dal 2001 a oggi. Lo ha ribadito ieri l'assessore al patrimonio Eugenio Seccia, in risposta alla lettera del consigliere del Pd Antonio Blasioli, con cui ha chiesto al sindaco Albore Mascia di evitare lo scontro con l'associazione.
«Il governo comunale di centrodestra», ha affermato l'assessore, «sta lavorando da un anno per tentare di dirimere l'ennesimo pasticcio ereditato dai sei anni precedenti di anarchia, in cui il passato governo comunale di centrosinistra non si è preoccupato di definire i rapporti con l'associazione, che occupa un'area di proprietà comunale, né tantomeno di fissare dei punti fermi per il futuro». «Nutriamo massima stima per le attività svolte dall'organizzazione», ha aggiunto, «ma è chiaro che le regole sono tali e vanno rispettate, da parte di tutti. E' ormai evidente da un anno che a Pescara la politica dell'amico dell'amico è finita».
Seccia ha usato parole dure nei confronti dell'ex assessore, il quale ha fatto notare di aver soltanto invitato il sindaco a trovare un accordo e a ricucire uno strappo con il Dopolavoro, aperto con la vicenda delle biciclette del Comune dimenticate nei magazzini dell'associazione.
«Blasioli oggi si propone con un ruolo di mediatore-pacificatore», ha fatto notare l'assessore, «avrebbe avuto ben altri doveri in passato. Avrebbe dovuto definire il rapporto con l'associazione, fissando le somme che doveva versare al Comune per l'occupazione dell'area a ridosso di corso Vittorio, divenuta di proprietà comunale». Blasioli, tuttavia, ha fatto notare che lui è stato assessore solo nel 2008 e non aveva la delega al patrimonio.