Iscriviti OnLine
 

Pescara, 22/04/2026
Visitatore n. 753.355



Data: 22/08/2010
Testata giornalistica: Il Centro
La crisi politica - Nei sondaggi corre solo la Lega. Il Pdl al Nord rischia di subire il sorpasso. E il Terzo polo per ora non c'è

Il voto anticipato non conviene quasi a nessuno Il Pd, senza un'identità precisa, continua a perdere

ROMA. Il panico da sondaggi fa sudare Berlusconi che per arginare l'avanzata della Lega e riacciuffare un po' di finiani frena sul voto anticipato. Ed al presunto calo del Pdl, sceso al 28 per cento secondo dati forniti a Palazzo Chigi, il partito replica: «Abbiamo 8-10 punti in più».
Il 36-38 per cento degli «attendibili» consensi sventolati dal partito di maggioranza, in risposta ai numeri "riservati" in decremento usciti su La Repubblica, è solo il preludio di una guerra di cifre che a settembre sarà il pane quotidiano dei sondaggisti.
A fine luglio, istituti di ricerca come l'Ipr Marketing diretto da Antonio Noto e l'Ispo guidato da Renato Mannheimer hanno lasciato la Lega in ascesa, con oltre l'11 per cento del gradimento degli elettori, il Pdl in erosione, ma ancora forte con il 30-31 per cento, l'ipotetico terzo polo (costituito da Fli, Udc, Rutelli ed un eventuale Montezemolo) ad un potenziale 20 per cento, e Fini (qualora fosse in corsa con una forza autonoma) al 5-6 per cento, in calo rispetto al boom iniziale dell'8-10 per cento. Un tracollo di consensi per il presidente della Camera, diretta conseguenza della vicenda della casa di Montecarlo, più le annesse beghe prodotte dalla saga dei Tulliani. Ma ora che agosto volge al termine, tutti gli scenari politici vanno rivisti e corretti.
«La Lega è intorno al 13 per cento (+3 sulle europee, +5 dalle ultime elezioni politiche) - spiega Noto dell'Ipr Marketing - un incremento rispetto al Pdl che, invece, perde. Insieme però, i due partiti della coalizione sono al 43 per cento. Dati incoraggianti in termini di voto. Ma resta il problema del Senato, dove il Pdl potrebbe non avere la maggioranza». Un'ascesa, quella della Lega, che spiega perché Bossi spinga a tutti i costi per le elezioni. Non solo, secondo la società di ricerche, il partito del Senatùr «ha una maggiore probabilità di incrementare consenso nei cosiddetti "territori vergini", come Toscana ed Emilia, aree in cui negli scorsi anni era debole».
Per Mannheimer, che conferma la scalata della Lega e precisa che a Berlusconi converrebbe comunque andare al voto anticipato, «il Pdl potrebbe avere delle difficoltà al Sud, dove invece Fini ha molto più seguito».
Piuttosto articolata poi, la questione della discesa in campo di un grande centro. «Il terzo Polo - sostiene Noto - è uno scenario ipotizzato che può creare problemi nelle regioni in bilico. Il 20 per cento è un risultato notevole, ma in termini di voto non è determinante». Mentre il capo dell'Ispo sottolinea quanto sia «difficile far esprimere la gente su qualcosa di astratto». Opinione che Mannheimer esprime anche sul partito di Fini, visto che non c'è ancora.
Al contrario, Noto ipotizza scenari di fantapolitica: «Una "santa alleanza" costituita da terzo polo e centro sinistra con l'individuazione di un candidato premier, Montezemolo ad esempio. Un'alleanza in nome di una battaglia contro Berlusconi con l'obiettivo di cambiare la legge elettorale potrebbe avere senso».
Sulle difficoltà del centro sinistra i due esperti sono d'accordo. «Il Pd non ha un'immagine smagliante» dichiara lapidario Mannheimer. E Noto mette il carico: «Il Partito democratico sta andando male, si attesta sul 23-25 per cento, dunque in flessione (era al 33 alle politiche del 2008 con Veltroni candidato, al 26 alle europee), mentre Vendola ed i Grillini avanzano catalizzando l'insofferenza degli elettori di sinistra».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it