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Pescara, 22/04/2026
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22/08/2010
Il Messaggero
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Invalidità, è boom nel Sud. Scattano altri 100 mila controlliSpesa raddoppiata in 10 anni. Nord virtuoso, ma il primato di pensioni è in Umbria. |
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ROMA Pensioni di invalidità sempre al centro dell'attenzione. Con la manovra d'estate il governo (pur rinunciando ad innalzare la percentuale di invalidità richiesta, come deciso in un primo momento) ha messo in campo una nuova serie di controlli sui beneficiari della prestazione. E il tema è stato usato dal ministro dell'Economia in occasione della relazione sul federalismo fiscale, come esempio di spesa regionale "degenerata". Anche nella Relazione generale sulla situazione economica del Paese (un documento a carattere prevalentemente statistico diffuso nel maggio scorso dal ministero dell'Economia) sono contenuti dati riassuntivi sul fenomeno, dati ripresi ieri da alcune agenzie di stampa. Si tratta per la verità di numeri parzialmente superati, visto si riferiscono ai trattamenti in essere al primo gennaio del 2009, mentre l'Inps ha già messo a disposizione quelli relativi all'inizio di quest'anno (ed è a questo che si riferisce anche la relazione sul federalismo fiscale). In ogni caso il quadro dal 2009 al 2010 non è molto cambiato. Sono due i dati di fondo. Da una parte la forte crescita dei trattamenti avvenuta nell'arco di questo decennio. La spesa complessiva è sostanzialmente raddoppiata, in concomitanza (è questa l'argomentazione critica usata dal ministro dell'Economia) con il passaggio alle Regioni delle competenze in materia. In particolare sono cresciute non le pensioni vere e proprie ma le indennità di accompagnamento, che a differenza delle prime non sono soggette a limiti di reddito. Ma oltre al di là dell'andamento storico, il fenomeno invalidità presenta forti anomalie anche dal punto di vista della distribuzione territoriale: l'erogazione delle pensioni è concentrata in alcune aree del Paese, ed in particolare nel Mezzogiorno. Se la media nazionale è di 4,7 prestazioni per 100 abitanti, Regioni come la Lombardia, il Veneto o il Piemonte hanno valori intorno al 3,5 per cento. All'estremo opposto ci sono Regioni che viaggiano intorno a 6 pensioni di invalidità ogni 100 abitanti o anche di più. È il caso della Campania (5,9) della Calabria (6,5) della Sardegna (6,6) e dell'Umbria, che non appartiene al Mezzogiorno ma detiene il valore più alto con il 6,8 per cento. Per arginare il fenomeno e distinguere i falsi invalidi da coloro che hanno effettivamente diritto al sostegno, la manovra estiva ha rafforzato i controlli straordinari affidati all'Inps. Dopo quelle dello scorso anno, nel 2010 sono in programma 100.000 verifiche straordinarie (stanno partendo in queste settimane), e 200 mila l'anno avranno luogo nel biennio successivo. Nel recente passato i controlli si sono conclusi con una percentuale di revoca intorno al 15 per cento. Inoltre da quest'anno l'Inps ha un ruolo molto più incisivo nella procedura di concessione delle pensioni di invalidità: le domande vanno presentate all'Istituto, che le inoltra alle Asl e ha inoltre un proprio medico nelle commissioni. Secondo il presidente Antonio Mastrapasqua, queste novità hanno già provocato un calo del 30 per cento delle domande stesse ed anche delle concessioni.
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