PESCARA - Anche in Abruzzo i finiani non hanno più dubbi: l'appuntamento cruciale, che potrebbe segnare la nascita del nuovo partito che fa capo al presidente della Camera è quello del 15 settembre, quando i probiviri del Pdl si riuniranno per decidere la sorte dei dissidenti Granata, Bocchino e Briguglio. Un appuntamento che il vice ministro Adolfo Urso, fedelissimo di Gianfranco Fini, ha già invitato a cancellare dell'agenda politica con un preciso monito a Berlusconi.
«Vedremo -spiega Angelo D'Ottavio, coordinatore pescarese di Generazione Italia- se nei confronti di Bocchino e degli altri sarà decisa una semplice sanzione o qualcos'altro. Se dovessero essere espulsi dal Pdl, la nascita del nuovo partito sarebbe a quel punto nei fatti». D'Ottavio, assessore esterno alla Provincia di Pescara, usa toni pacati dal suo ufficio di San Valentino: «Il lunedì faccio il sindaco», ma la partita che si sta aprendo in Abruzzo è delicatissima per i finiani che hanno aderito a Futuro e Libertà.
Il coordinatore regionale del movimento, Alfredo Castiglione, resta sull'Aventino: «Sono rientrato questa notte e non ho ancora sentito nessuno, aspettiamo gli eventi romani». Ma il tam-tam è sempre più forte. Anche perché proprio ieri è ripresa ufficialmente l'attività in Regione, e ambienti vicinissimi al coordinatore abruzzese del Pdl, Filippo Piccone, danno ormai per scontato che alla lunga Castiglione sarà costretto a lasciare la Giunta Chiodi (manterrà comunque la carica di consigliere) e il finiano Nasuti la poltrona di presidente della prima Commissione consiliare. Manovre che rientrerebbero, tra l'altro, nell'imminente rimpasto in Giunta annunciato da Gianni Chiodi.
Il primo caso da chiudere subito è quello di Daniela Stati, l'assessore coinvolta nell'inchiesta giudiziaria di Abruzzo Engineering. Il suo posto nell'esecutivo di Palazzo Centi andrà ad un aquilano, e al momento sul tavolo c'è solo il nome di Gianfranco Giuliante. Ma a rischiare, nell'ormai prossima manovra di rimpasto, sono anche gli assessori esterni Di Dalmazio e Carpineta.
Lorenzo Sospiri, presidente provinciale del Pdl di Pescara, puntualizza: «Per quel che riguarda l'assessorato di Castiglione, trattandosi tra l'altro di una delega economica importante come quella alle Attività produttive, bisognerà comunque parlarne con Chiodi. Ma è chiaro che se Castiglione dovesse aderire ad un nuovo partito non potrebbe più ricoprire l'incarico di vice presidente dell'esecutivo».
Ancora più in bilico, a detta di Sospiri, la posizione di D'Ottavio: «Lui non ha neanche i voti personali di Castiglione, perché si ritrova a fare l'assessore esterno alla Provincia su indicazione del Pdl». Conseguenza scontata, dunque. Lo stesso D'Ottavio invita però ad andare piano con certi automatismi: «Sono sempre stato un fedele sostenitore di Berlusconi, di cui apprezzo soprattutto la determinazione, e Generazione Italia è solo una delle associazioni nate al congresso di Bologna, un movimento forte nel centro sud che ha in qualche modo lo scopo di contrastare la Lega. Ma io seguirò le indicazioni di Fini e Castiglione. Non credo, comunque, che in caso di nascita di un nuovo partito si possa parlare di conseguenze a cascata negli enti locali».
Insomma, prima di rassegnare le dimissioni dalle cariche amministrative ed elettive occupate in quota Pdl, i finiani metterebbero sul tavolo i loro numeri e il loro peso specifico nelle varie amministrazioni. La vera partita si aprirebbe soltanto allora.