Si attende il rientro del sindaco per fare il punto sull'opera collassata di Toyo Ito. Le carte, dopo frenetiche ricerche in Comune, non sarebbero state protocollate
Calice di Toyo Ito, ora fuori le carte. Ieri mattina è partita in Municipio la caccia ai documenti che i musei tedeschi hanno inviato all'Amministrazione comunale per l'acquisto dello Huge Wine Glass. Dopo le nostre prime rivelazioni di sabato scorso, altre ne sono seguite domenica e ieri è stato chiesto l'accesso agli atti per prendere visione delle richieste ufficiali formulate dalla Neue Nationalgalerie di Berlino e dalla Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera e indirizzate al Comune. Richieste ufficiali che non sono state protocollate, ma che sono lì, in qualche cassetto a Palazzo di Città. Un fulmine a ciel sereno per la Giunta, piovuto nei giorni in cui il sindaco era in vacanza, che ha creato più di un imbarazzo perché nessuno sapeva che pesci prendere. La smentita del vice sindaco Berardino Fiorilli («A noi non risultano offerte ufficiali, abbiamo rovistato nelle scartoffie senza trovare nulla») è stato un tentativo goffo di negare l'evidenza, un tentativo andato a vuoto. Un modo come un altro per prendere tempo in attesa del rientro del sindaco e degli altri componenti della Giunta e studiare una linea comune da tenere sulla vicenda. Perché la questione non è puramente mercantile (il valore commerciale di un'opera andata in malora), come vorrebbe far credere qualcuno, ma esalta l'unicità dell'opera d'arte in quanto rotta e mette in gioco la stessa immagine della città. Chiarita una volta per tutte anche la proprietà del calice di Toyo Ito: il Comune è il titolare dopo la rinuncia degli sponsor Lafarge, che aveva sborsato 800mila euro, Caripe (200mila) e Fondazione PescarAbruzzo (100mila). Berlino e Monaco, i potenziali acquirenti, hanno le idee chiare su quale futuro dare allo Huge Wine Glass, naturalmente dopo averlo acquistato ad almeno l'identica cifra costata in origine, 1 milione e 100mila euro. A Pescara, invece, si fa finta di nulla, come ha fatto anche ieri il vice sindaco Fiorilli: ammettere che in maniera del tutto inattesa un retaggio della precedente Amministrazione sia così apprezzato, per giunta da due importanti istituzioni culturali europee, è dura da mandar giù.