I treni battono l'aereo sulla tratta più ambita, la Roma-Milano. A dirlo, dal palco del meeting di Rimini, è l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti: «Siamo al 55%» per passeggeri trasportati, mentre «quando siamo partiti eravamo al 35%» ricordando l'impegno nel progetto per l'Alta velocità. Progetto che non si fermerà qui perché da settembre ci sarà un'altra tappa nella sfida fra treno e aereo, ovvero l'arrivo del Frecciarossa direttamente all'aeroporto di Malpensa, con collegamenti da Milano Centrale.
E a proposito di aeroporti, sempre dal palco del meeting di Rimini, il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha assicurato che l'aumento delle tariffe aeroportuali «sarà sicuramente portato al prossimo Cipe». Matteoli ha spiegato che il rinvio è stato deciso per non gravare sul periodo estivo.
Moretti intervenuto al convegno sulla mobilità insieme al ministro Matteoli, a Domenico Arcuri, ad di Invitalia, a Raffele Cattaneo assessore della regione Lombardia e a Roberto Tazzoli, ad di Bombardier Italy, ha ricordato i vantaggi che, secondo le Ferrovie, dovrebbero portare ad incentivare l'uso del treno rispetto all'aereo: «A parità di tempo impiegato per il viaggio e con una qualità equivalente, il treno costa un quarto e consuma un quarto di energia». Una tesi che, al suo estremo, punta a uno stop agli aerei sulle stesse tratte dove il treno sarebbe più conveniente per passeggeri e per il paese, anche in termini di impatto ambientale.
Nella guerra dei treni, con l'apertura del mercato alla concorrenza, l'ex monopolista invoca una competizione «alla pari e non, all'opposto, a svantaggio di Fs». E attacca: «I nostri concorrenti sono stati avvantaggiati». Un riferimento «sia al trasporto merci sia al trasporto passeggeri», dove nella fascia di mercato top dell'alta velocità la sfida è con la Ntv di Luca Cordero di Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni Punzo, che lancerà i suoi treni «.italo» a settembre 2011. «In nessun paese - polemizza Moretti - sarebbero state assegnate le licenze come è successo in Italia». Il numero uno del gruppo Fs ha scelto la platea del meeting per chiedere che la competizione sia ad armi pari. Semmai, dice Moretti, servono incentivi che facciano pendere l'equilibrio della concorrenza a favore del treno nella sfida con gli aerei sulla tratta Roma-Milano, la più redditizia in Italia.
La risposta di Matteoli non si è fatta attendere. E se «la concorrenza nel trasporto ferroviario è inevitabile piaccia o non piaccia all'ad delle Ferrovie e piaccia o non piaccia al ministro», contrapporre l'aereo al treno rischia di aprire un dibattito sterile. Moretti «è bravissimo nelle provocazioni», ha detto il ministro, «prima o poi mi aspetto che mi chieda di chiudere Linate e Malpensa, tanto ci sono i treni». Ma così posto il confronto è all'insegna della «debolezza». Serve invece lavorare sull'integrazione delle reti «per sviluppare al meglio le potenzialità dei due mezzi con una offerta integrata per rispondere alle reali esigenze degli utenti».
Su un punto Matteoli e Moretti si trovano d'accordo: l'esistenza in Italia di troppe infrastrutture inutili nel sistema della mobilità. «In Italia ci sono troppi porti, troppi aeroporti e troppi centri merci», ha detto l'ad delle Ferrovie e «un 15% di infrastrutture è inutile».
Anche il ministro dei Trasporti riconosce che sulla penisola «106 aeroporti sono una cifra spropositata», così come tre porti ogni 100 chilometri. «Ma come tradurre in pratica questa rilevazione? - si chiede Matteoli, - come facciamo a presentare una proposta per chiudere un porto o un aeroporto?».