QUELLA che arriva dal Tar del Lazio è sicuramente una buona notizia per i cittadini abruzzesi, e in particolare per i pendolari costretti a pagare un servizio con tariffe più alte rispetto ad altri utenti. Certamente le autostrade della nostra regione necessitano di una manutenzione diversa e più accurata. Nei mesi invernali sono interessate a nevicate e gelate. Tanti sono i viadotti e le gallerie ed è evidente anche ai non esperti che tutto questo le rende più costose. Ma, da quanto sappiamo, è proprio sulla manutenzione, sulla capacità di intervento in caso di condizioni di disagio, come avvenne all'inizio dell'anno, che sono stati puntati i rilievi nel ricorso al Tar. Bene ha fatto il presidente Del Turco ad annunciare la necessità di rivedere la convenzione per avere un servizio all'altezza della situazione. Sulla linea ferroviaria per Roma sembra essersi fermato il tempo. Tutto è rimasto come decenni fa, compresi i tempi di percorrenza. Ci sono promesse, e ci auguriamo che presto anche l'Abruzzo possa essere servito come altre regioni italiane. Ma sono cose che non si fanno in un giorno. Quindi al momento la rete autostradale rimane il sistema di collegamento principale. E dunque è su questo che occorre puntare. Per i pendolari che dall'Abruzzo si recano a Roma o per quelli che dalla Capitale vanno a lavorare nelle aziende della Marsica non esistono alternative. Così ricordiamo le manifestazioni di protesta all'annuncio degli aumenti, dimostrazione di come è sentito il problema. A parte le tariffe permane insoddisfazione per i tempi di percorrenza. Questi determinati molto spesso dall'ingorgo dopo il casello di Roma. È chiaro che la sentenza del Tar non risolverà tutti i problemi. Certamente adesso i cittadini si aspettano una riduzione delle tariffe. E questa sarebbe una bella notizia per tutti. Ma l'aver riportato l'attenzione sulle autostrade abruzzesi potrà essere da stimolo per affrontare i problemi denunciati proprio nella vicenda della controversia davanti al Tar. Nello stesso tempo va sempre tenuto presente il problema dei tempi di percorrenza soprattutto nel tratto romano dell'autostrada. Una soluzione deve essere ricercata al più presto. È una forma doverosa di rispetto nei confronti dei tanti pendolari che ogni giorno si servono dell'autostrada.