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Pescara, 18/04/2026
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Data: 26/08/2010
Testata giornalistica: Corriere della Sera
Bossi: «Per adesso niente voto Avanti così, ma senza l'Udc» Bonaiuti: «Berlusconi soddisfatto». Bocchino: «Bene, velleitario pensare di sostituire Fini con Casini»

MILANO - «Si va avanti così senza Casini e senza l'Udc per realizzare il programma». Umberto Bossi, lasciando Villa Campari, a Lesa, dove ha incontrato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, riassume così l'esito dell'incontro che doveva sciogliere i nodi sul futuro della maggioranza di governo. E a chi gli ha chiesto se ci saranno elezioni anticipate, Bossi ha replicato: «No, al momento non si fa niente». Il portavoce del Presidente del Consiglio, Paolo Bonaiuti, ha detto che «il presidente Berlusconi è soddisfatto, come sempre non poteva mancare l'accordo con Bossi e con la Lega». Poco prima che Bossi lasciasse villa Campari era arrivato nella residenza di Berlusconi il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Il quale aveva dichiarato di non sapere «se sia possibile una ricomposizione» all'interno della maggioranza. «La Lega - aveva detto - ha espresso una posizione chiara: se non c'è una maggioranza certificata si va alle urne». Anche sull'Udc, ha ripetuto Maroni, il Carroccio è stato chiaro. Ma dopo il vertice la posizione del Carroccio è apparsa meno intransigente.

Il vertice sul Lago Maggiore Il vertice sul Lago Maggiore Il vertice sul Lago Maggiore Il vertice sul Lago Maggiore Il vertice sul Lago Maggiore Il vertice sul Lago Maggiore Il vertice sul Lago Maggiore Il vertice sul Lago Maggiore

BOCCHINO: «BENE BOSSI» - La nuova linea dettata dal leader leghista, che fino a ieri non voleva sentir parlare di alternative al ritorno alle urne, piace anche ai finiani. «Le parole di Bossi sul voto anticipato sono più che condivisibili - ha detto Italo Bocchino, capogruppo di Futuro e Libertà -, non c'è ragione di andare alle elezioni anticipate. La maggioranza ha gli stessi voti della prima fiducia, solo che ora i soggetti che la formano non sono più tre ma quattro: Pdl, Fli, Lega e Mpa. È velleitario sostituire Fini con Casini». «Noi garantiamo la nostra fiducia sul programma di governo fino all'ultimo giorno di legislatura così come siamo pronti a discutere di altri temi secondo le prerogative dei parlamentari ma non a subire aut aut ha aggiunto Bocchino -. Sostituire Fini con Casini, come forse pensava di fare qualcuno, non interessa a Casini e non interessa neanche alla Lega. Diverso sarebbe un ragionamento 'tatarelliano' di allargare la maggioranza a quell'area moderata che rappresenta il 65% degli italiani in quel caso se ne può discutere ma non sarebbe una novità. Lo stesso Berlusconi lo ha proposto a Casini che gli ha detto no, a Rutelli che gli ha detto no e ultimamente a Riccardo Villari, senatore rimasto deluso dal Pd. Ecco, nel caso Berlusconi volesse allargare la maggioranza senza rinunciare a chi è stato votato dall'elettorato, se ne può discutere».

«NESSUN NUOVO PARTITO» - Lo stesso Bocchino, intervistato dal Tg3, ha poi fatto sapere che «non è in programma per l'incontro di Mirabello l'annuncio di nessun partito». «Settembre - ha aggiunto - sarà un mese delicato e andrà affrontato senza strappi e scarti da parte di nessuno».

CESA - Intanto, sull'ipotesi avanzata dal Cavaliere di recuperare Casini al posto di Fini, interviene anche il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa: «Se qualcuno pensa che all'Udc interessi la politica dell'aggiungi un posto a tavola non ha capito proprio niente».

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