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Pescara, 18/04/2026
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Data: 26/08/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Call center, la Cgil all'attacco. Condizioni di lavoro, chiesto un incontro al consorzio Lavorabile

L'AQUILA. Sono stati assunti in 150, con contratti part-time, come operatori di call center. Ma in realtà, il loro contratto è quello per addetti a mansioni socio-assistenziali-sanitarie. Una vicenda sulla quale la Cgil vuole vederci chiaro. Subito è partita la richiesta di incontro con il consorzio Lavorabile, che ha aperto i battenti nella stessa sede della Transcom, a Pettino. I neo-assunti sono già al lavoro. «Naturalmente il nostro obiettivo è salvaguardare i livelli occupazionali», dice Ferdinando Lattanzi, Cgil-Funzione pubblica, «ma anche tutelare i diritti dei lavoratori, sia sul fronte delle retribuzioni che delle condizioni lavorative. Abbiamo raccolto numerose lamentele, da parte dei dipendenti di questo nuovo call center e quindi è scattata la richiesta di incontro urgente con l'azienda, che dovrà chiarire molti aspetti anomali, soprattutto in merito alla tipologia dei contratti applicati». Il consorzio Lavorabile è costituito da due cooperative, la Etos e la Talea, e dalla società Eliacol. «Solo quest'ultima», spiega Lattanzi, «fa riferimento al contratto delle telecomunicazioni, come previsto dalla normativa per il settore dei call center. Le due cooperative applicano invece quello per addetti a mansioni socio-assistenziali-sanitarie. Un escamotage, a nostro avviso, per risparmiare sul costo del personale. L'obiettivo iniziale di far inserire anche delle persone disabili è stato quasi del tutto disatteso, visto che a fronte di 150 assunzioni, solo una decina riguardano tali casi».
Ma le anomalie denunciate dalla Cgil non si fermano qui: «Gli operatori», aggiunge Lattanzi, «stanno attualmente lavorando, dentro la sede Transcom, su due commesse: una è quella nazionale Inps-Inail, acquisita dalla Transcom. E alla Eliacol la supervisione è affidata ad alcuni dipendenti della stessa Transcom. Ci chiediamo che legame ci sia tra il consorzio e la multinazionale». Sotto accusa, infine, la gestione dei turni lavorativi: «Gli addetti sono stati assunti con contratti part-time» sottolinea Lattanzi «ma i turni di lavoro vengono comunicati al personale giorno per giorno, a seconda del flusso delle telefonate e possono essere di 4 o di 8 ore: in questo modo, ai dipendenti viene chiesta la piena disponibilità, nonostante il loro contratto non sia a tempo pieno. Anche la pausa che spetta per legge, viene decisa in base al flusso delle telefonate. Non vorremmo», conclude la Cgil, «che, nella fase post-sisma, e facendo leva sulla grave crisi occupazionale, venisse adottata una sorta di deregulation».

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