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Pescara, 15/05/2026
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Data: 07/10/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Illegittimi gli aumenti sulla A24

ILLEGITTIMI gli aumenti, o adeguamenti - l'ultimo dal primo gennaio 2006 - come li ha definiti da sempre l'autostrada «Strade dei Parchi» sulle autostrade A24 e A25. Lo ha stabilito con una sentenza depositata il 5 ottobre il Tar del Lazio condannando, inoltre, al pagamento delle spese legali la società autostradale. I ricorsi, contro quello che era stata definito una vera tassazione nei confronti degli utenti e che aveva messo in atto una serie di manifestazioni sia nella regione Abruzzo che nei Comuni del Lazio interessati all'utilizzo di questa arteria erano stati presentati dalla Regione Lazio e a questa si era associata anche la Regione Abruzzo, la Comunità Montana del Gran Sasso, le Province di Teramo e Pescara. «La sentenza - dice uno dei legali dell'Abruzzo, Vincenzo Cerulli Irelli che, con il collega Gennaro Terracciano per il Lazio, ha portato avanti le ragioni del ricorso - ha riconosciuto, aldilà della illegittimità degli aumenti, importanti principi quali quello delle Regioni a far valere il proprio interesse nella gestione corretta della rete autostradale. Inoltre che gli incrementi tariffari erano consentiti, secondo lo schema fissato in convenzione, a fronte del rispetto e del vincolo degli obblighi, assunti dal concessionario, per quanto riguarda la realizzazione degli investimenti e delle opere anche con riferimenti ai tempi di attuazione». Cosa che, evidentemente non c'è stata. Un primo commento di soddisfazione è arrivato proprio dai pendolari anche se molti pensano che questo sia solo un primo round e che l'autostrada Strada dei Parchi, convinta invece che il Tar avrebbe dato loro ragione non solo non annullerà per il momento le tariffe ma su queste è intenzionata a dare battaglia su tutti i fronti. «Una sentenza importante - dice Santino Gentili, consigliere comunale di Vicovaro - perché i cosiddetti adeguamenti hanno pesato e pesano molto sui bilanci delle famiglie. Anzi, ormai sono diventati una spesa pesante da nove mesi, per chi è costretto a muoversi con i propri mezzi per lavoro visto che, le alternative dei mezzi pubblici si fanno sempre più carenti». Nei tre caselli laziali, dal primo gennaio 2006 per raggiungere Roma è costato il 5% in più da Castel Madama (da 2 euro a 2,10), il 7,6% da Tivoli (da 1,30 a 1,40) e ben l'8 per cento da Vicovaro-Mandela (da 2,50 a 2,70). Un rincaro ancor più acre e rotondo: + 8% contro l'annunciato aumento delle tariffe del 5,87%. L'aveva definita: «una beffa» il presidente della X Comunità montana Luciano Romanzi e così i sindaci dell'area tiburtina Marco Vincenzi di Tivoli, Christian Cedric Thomas di Vicovaro e l'allora sindaco di Castel Madama Scardala. «Siamo soddisfatti di questa sentenza - afferma il primo cittadino di Tivoli - perché risponde a quanto avevamo richiesto e indicato all'indomani degli aumenti». Ma la soddisfazione non è solo dei sindaci dei Comuni nel cui territorio si trovano i caselli ma anche di quelli di tutta la Valle dell'Aniene che proprio dal casello di Vicovaro Mandela hanno accesso in autostrada e dei romani che ogni fine settimana la percorrono per ritornare nei paesi dell'hinterland.

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