VIA FERRARI Pericolo sanitario per le persone
PESCARA. Un tappeto di guano, spesso diversi centimetri, ricopre il manto stradale del sottopasso ferroviario di via FerrarI. A pochi passi dalla rotonda che collega la via con via del Circuito, gli escrementi dei piccioni sono disseminati ovunque e formano una coltre grigiastra che emana un cattivo odore, persistente e aumentato dal caldo, difficile da sopportare. La passeggiata di centinaia di pescaresi, che ogni giorno percorrono a piedi, magari in compagnia dei loro cani, il tratto di strada, chi per andare in centro a fare compere chi invece per recarsi al lavoro, da tempo è diventata una sorta di percorso a ostacoli.
L'obiettivo è camminare sui marciapiedi con il naso tappato, evitando di calpestare le feci dei volatili mescolate alle piume e alle cartacce unte e sporche. Complici le alte temperature che caratterizzano questo scorcio di estate, negli ultimi giorni il guano si è trasformato in un'enorme cloaca che ricopre tombini e pavimentazione stradale e si vede e si sente a diversi metri di distanza.
Non si tratta solo di un problema estetico, secondo gli esperti i piccioni sono portatori di circa una sessantina di malattie, contagiose per l'uomo e per gli animali domestici. Gli agenti patogeni si trovano negli escrementi e non è necessario il contato diretto per contrarre il virus: vento e aspiratori possono trasportare la polvere infetta sui davanzali delle finestre, sulla soglia di bar, appartamenti e uffici pubblici. La mancata pulizia dei luoghi pubblici in cui nidificano i fastidiosi volatili, può assumere i contorni di un piccolo allarme igienico-sanitario.
Il pericolo è doppio considerata la zona, centralissima, segnata dall'assenza di manutenzione ordinaria da parte di Attiva, la società del Comune che si occupa di pulizia e manutenzione degli spazi urbani. A pochi passi dal tappeto di guano, il marciapiede che porta da via Teramo al ponte Risorgimento è disseminato di spazzatura di ogni tipo: fogli di giornale, bottiglie di plastica, pacchetti di sigarette ed erbacce.
Qualche sacchetto con immondizia varia abbandonato e stracciato compare tra le aiuole al di là della recinzione verde, mescolato alla vegetazione selvatica arsa dal sole e alle innumerevoli cartacce.