AVEZZANO - «Me lo hanno ucciso Moreno - grida la madre Filomena - era tanto buono e non faceva male ad una mosca, poteva lasciarlo perdere quell'uomo che lo ha ammazzato. La gente è cattiva e bisogna stare sempre attenti. Era andato lì per riposarsi e fare una vancanza invece ha trovato la morte». A Castellafiume in Via delle Scuole vivono il padre Domenico e la madre Filomena ,oltre la sorella Sandra e il fratello Mauro e Stefano e una foltissima schiera di zii, cugini e nipoti. Una famiglia numerosa che da anni opera nel settore del legno con avviate segherie. E' stato un rumeno ad uccidere, passandogli sopra con un Tir, Moreno Mariani, 49 anni, di Castellafiume, l'altra notte sulla A2 alla barriera di Vipiteno, davanti alla sua compagna milanese Ignazia di 45 anni che ancora non si riprende dalle choc.
Ora il camionista rumeno, Benjamin Bogdan, 30 anni, dopo un lungo interrogatorio da parte del PM Giancarlo Bramante, è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario.
«Il tutto - ribadisce la madre- è successo per un banale litigio che poteva essere evitato. Ora Moreno è morto schiacciato e non tornerà più». E' stato proprio un litigio a scatenare la furia omicida del camionista rumeno. Secondo la prima ricostruzione, la tragedia è stata innescata da un incidente sulla corsia nord dell'Autobrennero tra un tir spagnolo guidato dall'autista rumeno e un furgone Ducato bianco con a bordo la coppia abruzzese. I due mezzi probabilmente si sono tamponati. Si è quindi scatenato un primo litigio sulle responsabilità nell'area di servizio di campo di Trens. Poi entrambi sono ripartiti, ma pochi chilometri dopo alla barriera di Vipiteno si sono riaffrontati. Il marsicano a un certo punto si è sdraiato in segno di sfida, il tir è ripartito passandogli sopra. Il camionista ha confessato agli inquirenti di non averlo visto, ma il tutto è avvenuto sotto gli occhi della donna della vittima e di altri testimoni. Il mezzo pesante con targa spagnola, appartenente alla ditta di trasporti Sm Trans International Express è stato sequestrato dagli inquirenti.
Tra i testimoni ci sarebbero anche alcuni casellanti dell'Auto Brennero che nella giornata di ieri sono stati a lungamente sentiti dal magistrato inquirente. Alla volta di Vipiteno sono partiti subito i fratelli e gli zii per cercare di capire come sia avvenuta una tragedia che ha sconvolto la vita di un intero paese. La zia Iride, una insegnante della scuola elementare, non si dà pace e vuole ricordarlo come: «un ragazzo buono, gentile ,altruista e sempre disponibile, non riesco a spiegarmi come sia potuta succedere questa tragedia. Stava andando a farsi una vacanza in Germania- aggiunge Iride- per riposarsi un po' dopo un intero anno di lavoro». Moreno lascia due figli, che ha avuto con la prima moglie Cristina, Luigi, 22 anni, e Giorgio,26 anni. Manca dal centro montano dell'Alto Liri da diversi anni, era andato via, sempre per lavoro, e si era stabilizzato a Roma dove aveva avviato una attività commerciale nel settore dell'arredamento. Ora a Castellafiume attendono il ritorno della bara di Moreno che sarà tumulata nella cappella di famiglia nel piccolo cimitero del paese. Intanto però il corpo di Moreno è a disposizione del medico legale per l'autopsia disposta dal magistrato e solo nei prossimi giorni verrà restituito ai parenti che sono a Vipiteno.