Iscriviti OnLine
 

Pescara, 18/04/2026
Visitatore n. 753.246



Data: 28/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il concorso della discordia «Basta con il clientelismo»

PESCARA - Il concorso della discordia continua a scaldare l'agosto della Regione Abruzzo. Il bando per i 41 posti da "specialista amministrativo" in cui il diploma vale un punto in più di una laurea (6 contro 5) ha scatenato polemiche a non finire. L'indignazione non si placa, nonostante l'assessore Carpineta abbia precisato subito che «le verticalizzazioni sono concorsi interni, procedure riservate esclusivamente ai dipendenti regionali e riconoscono un peso importante alla anzianità di servizio». Ma nessuno ha mai detto che si tratta di concorso aperto agli esterni. E poi: se l'anzianità di servizio è così importante, come mai si ferma a 23 anni il punteggio massimo per gli anni di servizio (uno per ogni anno), nonostante ci siano tanti dipendenti regionali che di anzianità hanno superato anche i 25 anni? Ah già, «la stesura dei i bandi rientra nella intangibile competenza della struttura dirigenziale», ha spiegato la Carpineta. Tradotto: se un dirigente compie un errore nella redazione di un bando di concorso, la politica non ha nessuna responsabilità. Bene. Anzi, male. Naturalmente le reazioni infuocate dell'opposizione non si sono fatte attendere. Il Pd, per voce del segretario regionale Silvio Paolucci: «Quello di Chiodi è un invito chiaro ai giovani abruzzesi: emigrate. Chiediamo a Chiodi di cambiare questo bando, o azioneremo un class action per difendere gli sforzi delle famiglie dei giovani laureati abruzzesi». I giovani del Partito Democratico, per voce del segretario Marco Rapino, evidenzianoi rischi di clientelismo: «Dobbiamo cambiare questa società basata sul clientelismo e i favori di bassa caratura, l'unico strumento che può abbattere questo retaggio culturale è il merito. E la capacità delle amministrazioni di premiare chi lo acquisisce». La Cgil per il momento non ha preso posizione. Sandra Alberico, della Funzione Pubblica, dice la sua: «Anche in altri enti abbiamo contestato certe scelte. Per accedere dall'esterno alla categoria D la laurea è obbligatoria, per selezioni interne l'anzianità e il diploma spesso possono essere accettati». Ieri ci è arrivata anche una lettere, via mail, con tono polemico da Cherubino Di Bello, dipendente della Regione Abruzzo: «Il concorso è riferito all'accesso alla categoria D1, per la quale è necessaria la laurea, ma l'assessore Carpineta ha ottenuto una deroga affinché possano partecipare anche i diplomati».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it