Sugli istituti incombe l'incubo delle riduzioni degli insegnanti dopo la riforma
L'AQUILA. L'emergenza terremoto è ormai piuttosto lontana, ma per le scuole aquilane i problemi restano intatti. Il nuovo anno scolastico alle porte, il secondo dopo il sisma, vede sommarsi, alle nuove, le vecchie difficoltà: carenze di spazi, pochi bus e riduzione degli insegnanti. Intanto, dal 6 al 20 settembre è previsto il ritorno sui banchi per tutti gli studenti.
Il calendario scolastico regionale ha stabilito la data di inizio lezioni per il 20 settembre, ma l'autonomia permette ai singoli istituti di anticipare (se ritenuto opportuno) l'avvio dell'anno. Per molti ragazzi, infatti, la campanella suonerà una o due settimane prima. Questa, nel dettaglio, la situazione nelle scuole medie e negli istituti superiori del capoluogo di regione.
COTUGNO. Per i licei Classico, Pedagogico, Linguistico e delle Scienze sociali, nella sede di Pettino messa in sicurezza dopo il terremoto, ripresa delle attività il 20 settembre. «La difficoltà più grande è legata ai trasporti», spiega il preside Angelo Mancini. «Le corse dell'azienda per la mobilità aquilana sono insufficienti e non c'è raccordo tra bus urbani ed extraurbani: un problema soprattutto per chi è ancora fuori città». Il preside sollecita una direttiva del sindaco per favorire la mobilità tra affitto concordato, progetto Case e fondo immobiliare. «Questo provvedimento riporterebbe molti studenti all'Aquila», spiega. «Spero, inoltre, che la Provincia voglia investire una donazione fatta al Liceo, di 400mila euro, per attrezzare un laboratorio linguistico, un'aula magna e acquistare gli arredi mancanti».
SCIENTIFICO. Anche il preside Natale De Angelo lamenta problemi di viabilità nella zona di Colle Sapone, dove ha sede il liceo. «Sono in corso lavori sulle strade del polo scolastico», afferma. «Non vorrei che per la ripresa delle lezioni (20 settembre) si creassero ingorghi e file». De Angelo, inoltre, sottolinea come la riforma Gelmini e i tagli agli organici abbiano causato notevoli difficoltà alla scuola.
IPSIASAR. Le prime, seconde e terze classi torneranno sui banchi il 6 settembre, mentre le altre il 20. «Così», spiega il preside Domenico Evangelista, «gli studenti dei primi anni, anziché fare due rientri settimanali, ne faranno solo uno». Nella scuola sono in corso i lavori per attivare alcuni laboratori chiusi dopo il terremoto. I nuovi spazi dovrebbero essere pronti entro fine settembre, data in cui si darà il via alla realizzazione di un altro laboratorio di cucina per l'indirizzo Alberghiero con 15 postazioni per gli alunni.
ARTE. L'istituto, che da quest'anno si trasforma in liceo, è ospitato nel Musp (modulo a uso scolastico provvisorio) di via Aldo Moro. La scuola sta cercando di ovviare alla carenza di spazi con la realizzazione di due laboratori nella sede dell'Ipsiasar. Le prime classi torneranno a scuola il 6 settembre, le altre il 20.
ITAS e ITC. I due istituti tecnici (Attività sociali e Commerciale) riapriranno i battenti il 6 settembre per le prime classi e il 13 per le altre. Numerosi, tuttavia, restano i problemi. «Abbiamo un Musp a Colle Sapone, dove devono convivere l'Itas e parte dell'Itc. L'altra parte di questa scuola è all'interno dell'Itis», dice la preside Pasqualina Tarullo. «Non abbiamo una palestra e gli spazi sono davvero limitati. Ci sentiamo i grandi dimenticati».
COLECCHI. L'istituto composto dal Professionale per l'Agricoltura e per i servizi commerciali e dal Tecnico per geometri è potuto rientrare da subito dopo il terremoto nella vecchia sede di Colle Sapone. L'avvio delle lezioni è previsto per il 13 settembre.
ITIS. L'Istituto tecnico industriale a Colle Sapone ospita parte dell'Itc e «presta» la palestra anche all'Itas. Le lezioni riprenderanno il 20 settembre.
MEDIE. Le scuole di primo grado hanno anticipato di una settimana l'avvio dell'anno scolastico: per tutti rientro il 13 settembre. Solo la Mazzini-Patini (ospitata nel Musp di Pile) ha preferito seguire il calendario regionale e fissare la ripresa per il 20 settembre.