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Pescara, 18/04/2026
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Data: 29/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
L'Aquila, contestati alla festa Letta, il sindaco e il vescovo. Il sottosegretario: messaggio di armonia e fiducia alla città (Guarda il video)

L'AQUILA - La Perdonanza Celestiniana torna alla "normalità" con circa mille partecipanti, ma la ricostruzione dell'Aquila è avvolta ancora da tanti punti interrogativi. E alcune persone hanno approfittato della manifestazione più importante del capoluogo abruzzese per far sentire la loro voce. Per gridare a tutti che all'Aquila c'è ancora tanto da fare. Il corteo della Bolla del Perdono di Papa Celestino V, ieri è partito da un centro storico ancora martoriato per il terremoto per raggiungere la basilica di Santa Maria di Collemaggio. Corteo che ha preceduto l'apertura della Porta Santa della basilica stessa, che segna l'inizio del Giubileo aquilano, della durata di un giorno. Poco minuti prima dell'avvio del Corteo ci sono stati momenti di tensione dove si è registrati tafferugli tra le forze dell'ordine e una cinquantina di cittadini che erano pronti a sfilare con le carriole dietro al corteo. Grandi striscioni con scritto "Il gran rifiuto della cricca" oppure contro il sindaco, l'arcivescovo e il sottosegretario Gianni Letta che ha partecipato alla manifestazione in rappresentanza del Governo.
L'iniziativa ha attirato l'attenzione delle forze dell'ordine e uno degli striscioni è stato coperto con delle bandiere neroverdi.
Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ha invitato alla calma. «Non roviniamo la Perdonanza. Questa giornata è particolare come il 6 aprile». La protesta delle carriole ha indotto il sottosegretario a fare un percorso alternativo e durante la protesta tra i cittadini c'è stato uno scambio di accuse; alcuni hanno infatti criticato i manifestanti per aver scelto un momento non adatto. Ma al passaggio di Letta i rappresentanti dei Comitati hanno gridato "Alle 3e32 io non ridevo". Il sottosegretario ha invece replicato inviando «un messaggio di pace, di armonia e di fiducia agli aquilani».
Dopo le turbolenze il corteo è proseguito in modo pacifico verso la Basilica di Collemaggio dove il cardinale Walter Kasper, insieme con l'Arcivescovo dell'Aquila Giuseppe Molinari, ha colpito con il ramo d'ulivo la Porta santa che magicamente si è aperta per la 716ª volta nella storia. Un momento di grande religiosità e «nel segno della misericordia di Dio - ha detto il presule - si ha la forza e il coraggio di ricostruire le case e le chiese della vostra città».


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