Duecento precari chiedono contratti più stabili
L'AQUILA. Ancora ricorsi contro le iniziative dell'assessorato regionale al Personale impegnato nella riforma della macchina amministrativa. Dopo il maxi ricorso al Tar contro il piano delle cosiddette 170 verticalizzazioni, cioè le promozioni di un gradino del personale regionale, annunciato da un centinaio di dipendenti, scende in piazza una novantina dei circa duecento co.co.co operanti nella giunta regionale.
Nei prossimi giorni, il folto gruppo di precari si rivolgerà al Tar per chiedere l'annullamento dell'unico concorso aperto agli esterni: il bando, che scade il 13 settembre prossimo, è riservato a dipendenti a tempo determinato, dei quali non si fissa in anticipo il numero. I collaboratori contestano «che nel bando non viene riconosciuto il servizio svolto nel corso degli anni, contrariamente a quanto afferma l'assessore Federica Carpineta. Tanto che alcuni non avranno neppure la possibilità di partecipare, non avendo i requisiti».
I circa 200 precari sono spesso determinanti nella attività dei vari uffici della giunta: ad esempio, per l'aggiornamento del Bura, nei settori informatica, ambiente e cultura.
I precari ricorreranno anche al giudice del lavoro per chiedere l'attuazione dell'ormai famosa delibera 38 del 2008, approvata dalla precedente giunta di centrosinistra e mai ritirata dall'attuale. Documento che prevede un percorso di stabilizzazione per i co.co.co. alcuni scelti praticamente a chiamata diretta, altri con selezioni ed altri ancora con alle spalle concorsi per il tempo determinato.
Nel ricorso, i precari chiederanno il risarcimento danni per i servizi svolti in questi anni con lo status di collaboratori. Un contenzioso che rischia di diventare pesante per la giunta regionale, sia dal punto di vista politico che economico. Da quanto si è appreso, le ragioni dei precari dovrebbero essere rappresentate dal professor Vincenzo Cerulli Irelli, originario di Teramo come il presidente della giunta, Gianni Chiodi.
Intanto, sui precari che protestano da mesi, è aperta la questione della proroga dei contratti autorizzata con un emendamento approvato all'unanimità dal Consiglio regionale prima della pausa estiva e demandata ai direttori regionali, a seconda delle esigenze del progetto. Sembra che il settore personale abbia concesso solo la proroga fino al 31 dicembre, non un termine più lungo. I primi rinnovi sono stati dei precari del Bura. Anche in questo caso, l'assessore Carpineta è stata al centro delle polemiche non solo per le divergenze con i co.co.co, che chiedevano il riconoscimento nei bandi di concorso dell'esperienza maturata, ma anche per alcune assenze nelle sedute dell'assemblea regionale contestate da consiglieri di opposizione ma anche della maggioranza di centrodestra.