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Data: 29/08/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi: «Nessun ritardo sulla programmazione economica e finanziaria»

Il governatore risponde alle critiche delle opposizioni «La presentazione del documento slitta a metà ottobre». Con la riforma del bilancio dello Stato si allungano i tempi delle decisioni ma la bozza è già pronta

L'AQUILA. Documento regionale di programmazione economica e finanziaria (Dpefr), il presidente rassicura: solo tempi tecnici da rispettare. «E' bene sgombrare il campo da equivoci e interpretazioni fuorvianti a proposito del rispetto dei termini di presentazione del Dpefr». Il governatore Gianni Chiodi risponde così a chi punta il dito contro il mancato rispetto dei termini per la presentazione del Dpefr: «Non esiste da parte nostra alcun ritardo. Anzi, stiamo lavorando alacremente alla bozza tecnica del documento».
«E, da tempo», spiega Chiodi, «abbiamo avviato incontri con le parti sociali. Qualcuno ignora, probabilmente, che la riforma del bilancio dello Stato ha di fatto spostato i termini di presentazione del documento di programmazione statale (Dpef) per cui non possiamo non tener conto di quei provvedimenti di finanza pubblica statale che trasferiscono importanti risorse e anticipano le variabili sulle quali impostiamo il bilancio. Qualunque nostro documento preparato prima rischierebbe di fare previsioni poco attendibili». Il governatore ribadisce che la Regione Abruzzo è perfettamente in linea con i tempi di lavoro e ricorda come la scadenza di fine giugno, prevista dallo statuto regionale, non sia stata rispettata, anche dalle precedenti amministrazioni. «A maggior ragione quest'anno», prosegue Chiodi, «con l'entrata in vigore della riforma del bilancio dello Stato (legge 196 del 31 dicembre 2009) il rispetto dei termini di presentazione del Dpefr è diventato tecnicamente impossibile. E' bene chiarire che la riforma del bilancio ha spostato i termini di presentazione del documento di programmazione statale (Dpef) dal 31 luglio al 15 ottobre di ogni anno (è cambiato anche il nome del documento che ora si chiama decisione di finanza pubblica, Dfp). Questo significa che i dati di riferimento sulle risorse che lo Stato trasferisce alle Regioni, le principali azioni programmatiche del governo centrale (ivi inclusi i provvedimenti che andranno in Finanziaria) e le infrastrutture di rilevanza nazionale ma anche regionale che lo Stato intende cofinanziare (contenute nell'allegato infrastrutture del Dpef), insomma tutti gli elementi sui quali costruiamo il nostro Dpefr saranno noti soltanto a metà ottobre». In questi giorni, si sta mettendo a punto la bozza tecnica che sarà portata al tavolo di concertazione con le parti sociali, poi approvata dalla giunta e dal consiglio. «E comunque», riprende Chiodi, «nei mesi di giugno e luglio, con cadenza quasi settimanale, ho convocato sindacati e associazioni di categoria per discutere singoli argomenti di programmazione, ma anche per recepire indicazioni da inserire nei programmi, per cui gli uffici hanno già avviato il processo di redazione del Dpefr». La data di metà ottobre consentirebbe di tener conto nel Dpefr anche di altri provvedimenti di finanza pubblica statale di enorme rilevanza per la finanza regionale: basti pensare alla determinazione del fabbisogno del sistema sanitario regionale, che è tradizionalmente deliberato ogni anno dal Cipe non prima di settembre.

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