ROMA - A volte ritornano. E, per celia, si autodefiniscono «usato sicuro». Enrico Mentana, dopo diciotto mesi di "disoccupazione" (virgolette più che necessarie) è tornato già da inizio luglio in piena attività, come direttore dei programmi informativi di La7. Ma il vero debutto, alla conduzione del telegiornale che ha rodato per tutto agosto, avverrà domani.
Mentana per La 7 è una carta importante. Il direttore della rete Lillo Tombolini non lo guarda certo come qualcuno che gli toglie spazi, anzi. La tv di Telecom è già senz'altro quella che fa più informazione di tutti. Ma la crescita di Sky e le difficoltà economiche hanno fatto sì che negli ultimi tempi quando si parla di terzo polo si parli del canale satellitare di Rupert Murdoch, non più di La7. A Mentana il difficile incarico di invertire la tendenza «di essere concorrenziali e non alternativi o peggio residuali», come dice lui.
In un'estate che la Rai ha dedicato quasi esclusivamente alle repliche, imitata da Mediaset, La7 ha visto crescere gli ascolti del tg fino al 4 per cento e passa e andare bene anche "In onda", il programma che ha sostituito Otto e mezzo" proponendosi come unica sede o quasi del dibattito politico sulla crisi del Pdl. Certo sono numeri ancora piccoli e le prospettive non sono certo quello di arrivare in doppia cifra. «Sono andato a La7 - racconta il direttore - per uno stipendio non certo simbolico ma molto inferiore a quello dei direttori di tg. Abbiamo però concordato dei premi risultato. E quello massimo è legato al 5,7 per cento di share».
Mentana sente molto questa nuova sfida. Aituato a battute pepate su tutto e tutti, si trasforma in pompiere a proposito dei colleghi direttori Minzolini (Tg1) e Mimun (Tg5). Tiene infatti a chiarire di non aver mai inteso affermare di avere più spazio di crescita perché i grandi telegiornali non sarebbero pluralisti. Ma poi, quando gli si ricorda che lanciò il Tg5 puntando sulla cronaca mentre ora parla spesso e volentieri di politica, recupera la verve. «Allora - ricorda - si diceva che i tg Rai parlassero tanto di politica per non raccontare il Paese. E io puntai tutto sui fatti. Oggi il Tg1 è accusato di puntare sulle storie per nascondere la politica. E quindi...». Al di là di tutte le battute parla comunque la scelta di spostare il tg di La7 di mezza giornata alle 1 e 30, stesso orario del Tg1.
Mentana lasciò Mediaset dopo che gli fu impedito di prendere la linea col suo "Matrix" in prima serata in occasione della morte di Eluana Englaro. E se a La7 si ripetesse un caso analogo? «Impossibile - replica il direttore - qui abbiamo cinque serate di informazione con Lerner, Piroso, D'Amico, Bignardi e Gruber. Magari non me parlerei io, che pure avrò i miei spazi, ma la rete sicuramente ».
Il palinsesto di Mentana parte con le Morning News delle 6.30: un Tg breve, della durata massima di dieci minuti, ripetuto o aggiornato ogni quarto d'ora fino alle 6.45. Seguiranno la rassegna stampa delle 7 e il meteo. Alle 7.30 andrà in onda il primo vero tg. Alle 7.50 tornerà Omnibus: «Puntiamo a farlo diventare il programma d'informazione della mattina». Altro appuntamento confermato è quello con la striscia quotidiana "Ah", in onda alle 10, condotto da Antonello Piroso che, dal 19 settembre tornerà anche con "Niente di Personale". Dal 20 settembre partE "Life", condotto da Tiziana Panella e Armando Sommajuolo.
La7 ha siglato un accordo con You Tube che riprenderà i suoi programmi e per una settimana anche il nuovo tg di Mentana.