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Pescara, 18/04/2026
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Data: 30/08/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Fari puntati sulla Federmeccanica. Il 7 settembre possibile disdetta del contratto dei metalmeccanici. Appello dei riformisti Fiom

ROMA La moltiplicazione degli appelli alla moderazione sul caso Melfi dà il senso di quanto sia alta l'attesa per la riunione del direttivo della Federmeccanica del prossimo 7 settembre. Gli industriali del settore potrebbero decidere di disdettare il contratto metalmeccanico del 2008, siglato anche dalla Fiom. Sarebbe un atto di guerra verso la Cgil poiché vorrebbe dire che quando scadrà l'attuale contratto, a fine 2011, potrebbe diventare giuridicamente valido per tutti i lavoratori quello che in futuro potrebbe essere firmato solo con Cisl e Uil.
Ma anche se dovessero essere prese decisioni diverse dalla disdetta, le mosse di Federmeccanica saranno analizzate fino alla filigrana per tentare di capire quale sarà la temperatura del prossimo autunno caldo.
Dice Rocco Palombella, segretario Uilm: «Dalla riunione di Federmeccanica mi attendo un mandato pieno ai suoi dirigenti per trattare le modifiche da apportare al contratto nazionale. Penso vorranno avviare una trattativa con chi ci sta». «Al di là degli aspetti contrattualistici - spiega ancora Palombella - spero che da Federmeccanica arrivi una presa di posizione che chiarisca il rapporto con la Fiom, perché non può funzionare che un grande sindacato non firma i contratti ma beneficia di quello che sottoscrivono gli altri».
Parole che descrivono la pesantezza del clima sindacale post agostano. Non a caso per i proissimi giorni è in programma una valanga di riunioni. La Fim riunirà la segreteria il 1 settembre e il 6 l'esecutivo nazionale; la Uilm ha invece convocato la segreteria nazionale per l'8 settembre. Anche la Fismic ha fissato una riunione per l'8, mentre l'Ugl metalmeccanici ha in calendario il direttivo già domani.
E la Fiom? Mentre la Cgil si prepara al passaggio di consegne fra Guglielmo Epifani e Susanna Camusso, anche fra i metallurgici spuntano segnali di pace. Fausto Durante, leader della minoranza (27%) riformista della Fiom vicina a Guglielmo Epifani lancia in pratica un appello. «Dopo il caso Melfi le relazioni sindacali italiane somigliano sempre più ad una maionese impazzita - dice Durante al Messaggero - Secondo me dovremmo fermarci tutti e riflettere se è il caso di avviare una guerra sindacale oppure se ci sono i margini per riprendere una discussione».
Secondo Durante ci sarebbe anche il canale per riavviare i contatti fra Federmeccanica, gli altri sindacati e la Fiom. «Il contratto del 2008, sottoscritto anche dalla Fiom, prevede alcuni Osservatori di settore destinati ad individuare politiche specifiche per comparti specializzati come la siderurgia, l'informatica, l'auto e così via. Bene. Perché allora non fissare un calendario di riunioni dell'Osservatorio sull'auto? Si tratterebbe di una sede di confronto nella quale entrare nel merito dei problemi. Sottolineo poi che alcune innovazioni contrattuali, come le procedure di raffreddamento dei conflitti previste per la siderurgia, sono state già sottoscritte anche dalla Fiom». E la disdetta del contratto? «Una follia ideologica - sottolinea Durante - Come si fa a ignorare che il 60% dei delegati eletti nelle fabbriche fanno riferimento alla Fiom?».

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