Colpo di scena della magistratura aquilana nell'ambito del presunto giro di corruzione per ottenere favori nell'ambito della ricostruzione: perquisito a Teramo lo studio di amministrazione societaria di Gianni Chiodi e Carmine Tancredi (soci) e portato via parecchio materiale cartaceo e non. La notizia è trapelata ieri, ma a quanto pare il blitz degli investigatori della Squadra mobile della Questura di Pescara, diretti da Nicola Zupo, è avvenuto qualche giorno dopo Ferragosto. Gli investigatori hanno bussato alla porta dello studio di piazza Sant'Anna, all'interno del palazzo di famiglia del Governatore della Regione Abruzzo. Oggetto dell'interesse degli inquirenti, personal computer, vari faldoni e carte in cui potrebbe comparire la società in house della Regione: Abruzzo Engineering. Infatti la Procura vuole verificare se lo studio specializzato in consulenze per imprenditori abbia ricevuto incarichi (consulenze in Selex, società che tramite Finmeccanica controlla quote per 7,50 di Abruzzo Engineering) anche a seguito delle intercettazioni telefoniche intercorse tra Chiodi, Daniela Stati (assessore regionale dimissionario) e Carmine Tancredi, (socio di Chiodi, cugino del senatore Paolo e nipote dell'ex parlamentare Antonio).
In una intercettazione telefonica, Daniela Stati, rivolgendosi a Tancredi, diceva: «Abbiamo fatto tutto per Abruzzo Engineering compreso l'accordo con la Provincia. Avevamo cucito un progettino addosso per Abruzzo Engineering e farli collaborare insieme al Genio civile... Ho chiamato Berlusconi, ho parlato con Marinella (la segretaria) ho scritto tutto quello che dovevo scrivere a Berlusconi. Spaziante (funzionario della Protezione civile) nel frattempo ha fatto finta di non sentire. Il presidente Chiodi sapeva tutto». Nei giorni subito dopo il terremoto giudiziario, Chiodi aveva precisato che «Carmine Tancredi è un collega e a lui ho chiesto di vedermi i bilanci di Abruzzo Engineering, di controllare la situazione economica e patrimoniale, di verificare che il suo piano industriale fosse realmente sostenibile e che fosse un vero piano industriale. E l'ho chiesto io al mio collega e non Abruzzo Engineering. Carmine ha svolto questa attività per me, visto che è una questione di grande fiducia e competenza e visto che riguarda una società con tante persone in cassa integrazione. Che il gip faccia accertamenti è giusto e mi fa stare tranquillo perché non c'è alcuna consulenza al mio studio. Anzi, sono io a sollecitare una verifica per sgombrare il campo da possibili strumentalizzazioni». Intanto il pm Antonietta Picardi ha inviato ieri l'istanza con cui chiede al Gip, la libertà per tutti gli indagati. Il gip potrebbe pronunciarsi già oggi e decidere dunque la sorte di Ezio Stati, Vincenzo Angeloni, Marco Buzzelli e Sabatino Stornelli. L'istanza è stata presentata dal pm prima della richiesta dei legali e a quasi un mese dall'attuazione delle misure cautelari nei confronti di quattro dei cinque indagati per corruzione. Agli arresti domiciliari si trovano l'ex parlamentare Vincenzo Angeloni, Ezio Stati, padre dell'ex assessore regionale Daniela, e Marco Buzzelli, compagno della Stati. Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex, società del gruppo Finmeccanica, con quote in Abruzzo Engineering, ha l'obbligo di dimora a Roma (con ricorso pendente al tribunale del Riesame). Daniela Stati è indagata e ha conservato la carica di consigliere regionale del Pdl. Secondo l'accusa, gli indagati avrebbero fatto pressioni per far avere ad Abruzzo Engineering una commessa di un milione e mezzo di euro. Le pressioni, anche sulla presidenza del Consiglio dei ministri come ipotizza la Procura, sarebbero state esercitate in cambio di regalie che il gruppo Stati avrebbe ottenuto dagli imprenditori Angeloni e Stornelli: un televisore per Ezio Stati, un anello con diamante per la figlia, una consulenza e una Audi A4 per Buzzelli.