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Data: 31/08/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Qualità della vita, Abruzzo in calo. Non brilla la posizione regionale nella classifica italiana del Sole 24 Ore

L'INDAGINE Ambiente e istruzione sopra la media nazionale Giù gli indici demografici: popolazione più vecchia

PESCARA. Non brilla il «medagliere» dell'Abruzzo nella classifica delle regioni italiane stilata dal Sole 24 Ore sulla qualità della vita negli ultimi dieci anni. Il verdetto è frutto di un'indagine che il quotidiano economico di Confindustria ha elaborato con il Centro studi Sintesi, utilizzando 40 indicatori suddivisi in otto macroaree: ambiente, credito, demografia e famiglia, dinamiche economiche, istruzione, mercato del lavoro e salute.
L'Abruzzo si colloca al 12º posto, in posizione mediana, ma nessuno degli indicatori segnala un punteggio ottimale, giacché o sono sotto la media nazionale oppure risultano peggiorati rispetto agli stessi dati registrati dall'Abruzzo nel suo recente passato.
Si scopre così che la «regione verde d'Europa» continua a mantenere una qualità dell'ambiente sopra la media italiana, ma che il dato è negativo se confrontato agli standard di qualche anno fa. Sopra la media nazionale si attesta anche il livello dell'istruzione, sebbene il (-3,8%) patito nell'ultimo decennio debba far ripensare a nuove strategie in un settore che la manovra economica del governo ha falcidiato con pesanti tagli di spesa.
Il dato peggiore riguarda la macroarea demografia e famiglia, con un indice negativo che vede l'Abruzzo invecchiare e retrocedere. Performance leggermente migliori si registrano invece per governance, lavoro, credito, economia e salute, ma anche qui gli standard continuano a rimanere sotto il livello medio della popolazione italiana.
L'indagine punta a verificare come le regioni possano intraprendere in modo virtuoso il percorso del federalismo, cercando di valutare lati deboli e punti di forza da cui muovere la leva dello sviluppo, a dieci anni dall'incontro dei capi di Stato europei in cui vennero fissati gli obiettivi ambiziosi dell'agenda di Lisbona 2010 per trasformare il Vecchio continente nell'area più dinamica e competitiva del pianeta. Dopo dieci anni, secondo lo studio del Sole 24 Ore, le regioni che si sono più date da fare sono il Lazio, che sopravanza Lombardia e Veneto, mentre come fanalino di coda della classifica compare la Sardegna.
Per tutte le regioni esaminate, le performance più in linea con le aspettative si sono avute su ambiente, istruzione e mercato del lavoro, ma a fare da zavorra sono soprattutto i conti della sanità. Una regola che accomuna pressoché tutti i bilanci regionali, e alla quale l'Abruzzo naturalmente non sfugge, considerato il pesante deficit sanitario che ha reso ineludibile il varo di un piano di riordino con tagli rigorosi alla rete ospedaliera pubblica.

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