ROMA - Spuntano partner finanziari internazionali interessati a entrare nel capitale di Mediterranea Holding, la società che ha formulato nei giorni scorsi una nuova offerta di acquisto per Tirrenia-Siremar in amministrazione straordinaria e che oggi tiene l'assemblea per l'aumento di capitale. Nelle ultime ore, secondo quanto risulta a Il Messaggero, due fondi di private equity americani con base in Europa stanno stringendo i tempi per mettere piede nel capitale in occasione della ricapitalizzazione da 10 fino a 25 milioni che i soci decideranno oggi alle 11 a Palermo. Top secret sui nomi, trapela solo che questi fondi non avrebbero mai avuto a che fare coi traghetti di Stato messi in amministrazione straordinaria a causa della crisi di liquidità e governati dal commissario Giancarlo D'Andrea. Le trattative con uno dei due pretendenti dovrebbero concretizzarsi nei prossimi giorni quando sarà più chiara la geografia azionaria di Mediterranea anche in conseguenza dell'atteggiamento di TTT Lines, la società dell'a.d. Alexis Thomasos che finora ha versato solo 6 degli 8 milioni della precedente ricapitalizzazione a 10 milioni. E che ove entro stamane non dovesse dar seguito all'integrazione si diluirebbe dal 31,10 al 10%, rimescolando gli assetti. Mediterranea comunque fa capo alla Regione Sicilia col 37%, seguita da Lauro.it (19%), Isolemar (8,10%), Aces (Busi-Ferruzzi) col 4,5% e Plus Investment (0,30%). La cordata, che ha gli avvocati Mario Santaroni di Roma e Alfio D'Urso di Catania in cabina di regia, sarebbe finora l'unico pretendente ad aver messo nero su bianco un'offerta a D'Andrea: 75 milioni per Tirrenia e Siremar con la tutela di tutti i livelli occupazionali. Venerdì scorso il commissario avrebbe risposto per iscritto all'offerta evidenziando che è «all'attenzione dell'amministrazione straordinaria e che si avrà cura di affrontarla in base alla disciplina vigente e nel rispetto dei principi di trasparenza». D'Andrea dovrà nominare un advisor per la valutazione di Tirrenia: a questo proposito sta contattando alcune delle principali banche d'affari. E dovrà anche aprire le trattative tenendo presente di ottenere dal Ministero dell'Infrastruttura la proroga delle concessioni in scadenza a fine settembre.