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Pescara, 18/04/2026
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Data: 31/08/2010
Testata giornalistica: Il Centro
«Siamo la sua Disneyland» Finiani e opposizione all'attacco: figura da paese vassallo. Ma Frattini respinge le critiche. E la Padania titola: «L'Europa sia cristiana»

ROMA. «L'Italia è diventata la Disneyland di Gheddafi, basta pagliacciate». Finiani e opposizioni all'attacco sulla visita show del dittatore libico. «Berlusconi svende l'Italia - dice Di Pietro - ma dietro la vicenda c'è un grosso giro d'affari che lo coinvolge direttamente».
Critiche che il ministro degli Esteri, Franco Frattini, respinge: «E' gente che non conosce affatto né la politica estera né gli interessi dell'Italia, da questa opposizione non ci aspettiamo nulla».
Parole che non convincono gli uomini legati a Fini e l'opposizione. «Vi immaginate Gheddafi che va a Parigi o a Berlino e organizza un incontro con 500 hostess per dir loro di diventare musulmane? Noi no, non a caso Gheddafi certe pagliacciate le viene a fare a Roma», scrive Gianmario Marinello, direttore di Generazione Italia, sul sito dell'associazione finiana. «Viva gli affari, ma siamo davvero sicuri che questa politica estera tutta Libia-centrica e filo-russa sia davvero negli interessi dell'Italia?», aggiunge. «Capisco che Tripoli, con affari collegati, valga bene una messa ma sarebbe opportuna una presa di posizione ufficiale di Berlusconi e di un certo Pdl che mi pare aderisca al Ppe», rincara Carmelo Briguglio, altro finiano doc.
«Sembra la visita di un capo di Stato in un Paese vassallo, Berlusconi non ha ancora risposto sui suoi rapporti con Gheddafi in Nessma tv, chiederemo al premier di venire in Parlamento», rincara Massimo Donadi, Idv.
Nessun paese europeo, guidato dalla destra, avrebbe consentito a Gheddafi di far sfilare 500 ragazze a pagamento per la convertirle all'Islam, sottolinea Dario Franceschini. Per l'ex segretario del Pd «c'è di mezzo la dignità di un paese e la dignità delle donne». «Ciò che a prima vista sembra una carnevalata serve a distrarre l'attenzione dalle questioni salienti», ricorda Livia Turco. «Meglio parlare di cavalli e di hostess che dei diritti calpestati dei migranti e soprattutto di quali accordi economici sta sottoscrivendo il nostro paese e l'imprenditore Silvio Berlusconi che non si fa scrupolo di usare la carica istituzionale per curare gli affari di famiglia».
Duro Claudio Fava, coordinatore di Sinistra ecologia e libertà. «Lo sgradevole show che il leader libico sta svolgendo in Italia con la benedizione del suo amico e sodale Berlusconi, sta trascinando il nostro paese nel ridicolo», accusa. Molto critico anche Savino Pezzotta, dell'Udc. «Lo spettacolo messo in atto da Gheddafi è intollerabile, mi chiedo dove siano finiti i finti "crociati" di fronte all'invito a convertirsi all'Islam», s'interroga l'ex leader della Cisl alludendo alla Lega. Che tace. Replica con La Padania: «Gheddafi sogna il vecchio continente convertito a Maometto: è la Turchia il cavallo di Troia».

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