Partono le manovre per la sostituzione della dimissionaria Stati
L'AQUILA. Verifica sull'attività della Giunta regionale e poi rimpasto di uomini o di deleghe, oppure semplice sostituzione dell'ex assessore regionale all'Ambiente Daniela Stati, costretta a dimettersi per l'inchiesta sulla ricostruzione post-terremoto.
Il primo scoglio per la maggioranza di centrodestra è senz'altro l'assetto dell'esecutivo regionale. La prossima settimana è previsto il primo summit tra Gianni Chiodi, il coordinatore regionale del Pdl Filippo Piccone, e il vice, Fabrizio Di Stefano. Non sono state ancora stabiliti percorso e modalità, ma i vertici del Pdl dovranno correre per rispettare quanto annunciato da Chiodi dopo la bufera giudiziaria che ha colpito la Stati e la sua famiglia. In quella occasione Chiodi, che ha assunto l'interim delle deleghe dell'assessore dimissionario, aveva parlato del 15 settembre come data per la sostituzione dell'assessore dimissionario. Da più parti si chiede che con la sostituzione della Stati si proceda anche a una verifica sull'attività della Giunta e a un chiarimento a tutto campo in seno alla maggioranza, intesa come Giunta e Consiglio, dal momento che c'è da risolvere anche la questione della coesione e della compattezza del gruppo del Pdl (25 componenti), a causa dei dissapori emersi nei mesi scorsi tra il capogruppo Gianfranco Giuliante, alcuni colleghi e lo stesso Chiodi. Chi propende per un chiarimento a tutto campo, lo fa nella considerazione che il governatore sarebbe costretto a rimettere comunque le mani sull'esecutivo nella verifica di metà mandato, a primavera. Oltretutto sul tappeto c'è anche il problema dell'assessorato mancante all'Aquila. E allora, con un mini-rimpasto, alla marsicana Stati potrebbe succedere un aquilano: in lizza Giorgio De Matteis (Mpa), che ha rifiutato l'assessorato a inizio legislatura, e Luca Ricciuti, consigliere del Pdl. Se il capoluogo dovesse rimanere ancora al palo, i papabili sarebbero i marsicani Emilio Iampieri e Walter Di Bastiano. C'è chi chiede la verifica, anche per valutare l'evoluzione della contesa in atto a Roma tra finiani e berlusconiani: per questo il primi summit sarà fissato dopo la Festra tricolore di Mirabello, in programma fino al 5 settembre, nel quale il presidente della Camera dovrebbe dire una parola chiara sulla fondazione del suo partito, Futuro e Libertà per l'Italia. In caso di rottura, andrebbe verificata la posizione del vice presidente della Giunta, Alfredo Castiglione, coordinatore dei finiani abruzzesi.