Iscriviti OnLine
 

Pescara, 24/04/2026
Visitatore n. 753.419



Data: 01/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Quattro scosse in un giorno, è allarme. Montereale, fuori dalle case per una notte insonne. Sgomberati uffici e parte dell'ospizio

Evento sismico ad appena 2,3 chilometri di profondità Individuate le aree per le emergenze

MONTEREALE. Notte insonne, quella appena trascorsa, nei comuni dell'Alta Valle dell'Aterno dopo le scosse della giornata di ieri, con gente in strada e uffici evacuati. Chi ha potuto ha evitato di rientrare a casa e quelli che lo hanno fatto hanno cercato di piazzare il letto al piano terra, il più possibile verso l'uscita. Nessuno se la sente di azzardare previsioni e lo stesso Giampaolo Giuliani, il tecnico diventato famoso per le sue osservazioni sul radon, nel ribadire che i livelli del gas sono in crescita e che è lecito aspettarsi eventi di magnitudo superiori al terzo grado, si limita a fornire indicazioni dal punto di vista della prevenzione.
LA PAURA. Alle 11,30 il piccolo Federico ha il pallone in mano e lo prende a calci nervosamente nei giardinetti adiacenti la stazione dei carabinieri di Montereale. Si avvicina alla mamma con fare timido per chiederle: «Quando torniamo a casa?». La signora, sulle prime non sa cosa rispondergli ma poi, decisa, gli fa: «Federì, è facile che a casa stanotte non ci torniamo». Proprio lì, in quei giardinetti, così come in molte piccole piazze, tanta gente si è riversata dopo le due scosse del mattino. A dare la sveglia, alle 5 in punto, è stata una scossa di magnitudo 3.4, riportata sul sito dell'Ingv con una profondità di soli 3 chilometri. Tanto è bastato per tirare giù dal letto centinaia di persone. L'epicentro è sempre lo stesso e abbraccia Barete, Capitignano, Cagnano Amiterno, Montereale, in provincia dell'Aquila, Borbona e Amatrice nel Reatino. La seconda «schicchera», come la chiamano da queste parti, è arrivata alle 9.12, sorprendendo le persone negli uffici o nei negozi aperti. Profondità decisamente diversa (8,6 chilometri), ma con magnitudo di 3.6, un dato importante per chi ha ancora bene in mente la sequenza sismica che precedette la scossa fatale, di magnitudo 6.3, del 6 aprile 2009. Poi, poco dopo l'ora di pranzo, la terra è tornata a tremare registrando altri due eventi, alle 13.45 e alle 14.06, con intensità 2.3 e 3.3. Quest'ultimo evento sismico - secondo l'Ingv - di profondità di appena 2,3 chilometri.
SOPRALLUOGHI. Sin dalle prime ore del mattino, il centralino dei vigili del fuoco è stato tempestato di chiamate e le squadre sono entrate in azione per i sopralluoghi. Molti quelli negli edifici storici. Ispezionato anche il Comune di Montereale, dove i dipendenti si sono rifiutati di lavorare. «Anche se i lavori di messa in sicurezza dopo il sisma del 6 aprile sono già stati eseguiti», spiega Mario Durastante, «nessuno può garantire la certificazione di agibilità antisismica». Tanto più che la chiesa adiacente del Beato Andrea è stata chiusa - come tutte le altre - in via precauzionale da un'ordinanza del vicecommissario prefettizio, Roberta Di Silvestro, a seguito dello sciame sismico di metà agosto. Sul posto sono intervenuti anche carabinieri e Protezione civile regionale, mentre controlli sono stati effettuati anche su altre strutture e nei vicini paesi di Cesaproba, Marana e Capitignano. «Oltre alla stabilità del palazzo del Comune», commenta Sandra De Santis, originaria di Montereale, «ci sarebbe da pensare alla stabilità dell'amministrazione, visto che alcuni consiglieri hanno fatto cadere la maggioranza costringendo il paese al commissariamento proprio in questo momento delicato». Iolanda Rolli, il commissario, è subentrata al sindaco Lucia Pandolfi a inizio estate. Sopralluogo a Montereale anche del commissario Gianni Chiodi, mentre la Regione Lazio ha assicurato di aver immediatamente attivato la Protezione civile «per garantire eventuale sostegno ai comuni del Reatino interessati da diverse scosse sismiche».
ANZIANI SGOMBERATI. Si è rivolta proprio al Commissario la direzione della residenza per anziani di Montereale per chiedere la possibilità di allestire una copertura esterna provvisoria nel cortile. Il terzo piano della struttura, che si trova all'inizio del paese, è stato fatto evacuare e i pazienti sono stati sistemati al piano terra. Per precauzione, i cordoli del campo di bocce del cortile sono stati spianati, in modo da facilitare eventuali operazioni di soccorso. «La nostra struttura è nuova e in buone condizioni», assicura il dirigente Luigi Giacco.
CONTAINER. Le richieste più insistenti al commissario Rolli, analogamente per quanto è successo nei comuni limitrofi riguardano i container. «Per il momento», ha spiegato Marcella Polidori, consigliere di minoranza uscente, «nessuno può assicurarci che le nostre case, specie gli edifici storici siano al sicuro di fronte a un evento sismico importante. Chiediamo a chi dice da fuori che si può stare tranquilli che venga ad abitare qui in queste sere». Considerando che si va verso l'autunno, la richiesta dei contanier sembra essere migliore di quella delle tende. In un paese di duemila abitanti come Montereale o Cagnano solo il 40% è attrezzato con roulotte, camper o casette di legno, mentre gli altri devono fare come possono. Tra questi ci sono anche vari nuclei di persone sole e anziani.
EVENTUALI EMERGENZE. In caso di necessità è pronto un piano di evacuazione. Per Montereale si pensa all'area conosciuta come Madonna in pantanis. Per le frazioni e i paesi limitrofi, invece, le aree di accoglienza saranno i campi sportivi.
RILEVAZIONI. Lo sciame fa parlare gli esperti, i quali giudicano possibile - anche sulla base dell'esperienza del terremoto del 1703 - un fenomeno importante. C'è chi, mette in dubbio la profondità registrata dall'Ingv ieri e chi, sulla base dei dati storici, parla del rischio di avere potenzialmente un fenomeno di magnitudo analoga. «È difficile dire quale sia stata la magnitudo massima dell'epoca», spiega Gianluca Ferrini, geologo dell'Università dell'Aquila. «Montereale fu interessato da un evento sismico che provocò 800 vittime su 1000, e quindi un fenomeno pari a quello del capoluogo». La stima del sisma aquilano dell'epoca è di 6.7, ma è stata elaborata sulla base delle cronache del tempo. L'intensificarsi di magnitudo è considerato un fenomeno pericoloso, anche in relazione alla posizione della faglia. Gli esperti parlano del potenziale rischio di magnitudo 7.0. Mentre il tecnico Giampaolo Giuliani si affida a Facebook per segnalare l'allerta, numerando 1940 terremoti nell'area di Montereale, e segnalando il possibile ripetersi di scosse di oltre 3 di magnitudo. Ma Ferrini mette in dubbio questi metodi per prevedere i terremoti. «La misurazione dei livelli di radon in superficie non ha senso», evidenzia il geologo, «in quanto sono tanti i fattori atmosferici, dalla pressione al vento, che possono alterare i risultati». Il geologo sarà tra i relatori di un convegno dedicato proprio alla possibilità di prevedere terremoti, in programma alle Casematte, sabato pomeriggio.

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it