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Pescara, 24/04/2026
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Data: 01/09/2010
Testata giornalistica: La Repubblica
Disoccupazione all'8,4% in Italia. Oltre un giovane su 4 senza lavoro

BRUXELLES - Oltre un giovane su quattro in Italia è disoccupato: secondo gli ultimi dati dell'Istat, il tasso di disoccupazione giovanile, cioè di coloro che hanno un'età compresa tra 15 e 24 anni, è salito al 26,8%. A luglio 2009 era del 25,7%, è stato quindi registrato in un anno un aumento di 1,1 punti percentuali. Rispetto a giugno scorso, invece, c'è stata una riduzione di 0,6 punti percentuali. Nel complesso, comunque, la disoccupazione in Italia resta stabile, con un tasso che si attesta all'8,4% a luglio. Secondo l'Istat, il numero dei senza lavoro si mantiene senza variazioni rispetto al mese precedente (8,5%), poiché il calo all'8,4% è imputabile ad arrotondamenti statistici (il tasso era al 7,9% a luglio 2009).

Sempre a luglio, il numero degli occupati (dati destagionalizzati) risulta in calo dello 0,1% rispetto a giugno (-18mila unità) e dello 0,7% rispetto a luglio 2009 (-172mila). Il tasso di occupazione, aggiunge l'Istat, è del 56,9%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto a giugno e di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2009. Il numero di persone in cerca di occupazione diminuisce dello 0,7% rispetto a giugno, ma risulta in aumento del 6,1% rispetto a luglio 2009. Il numero degli inattivi tra 15 e 64 anni aumenta dello 0,5% su giugno 2010 (+76mila unità) e dell'1% su luglio 2009 (+153mila unità). Il totale degli inattivi raggiunge i 14,948 milioni: il livello più alto dall'inizio della serie storica.

Disoccupazione stabile in Europa. Il livello di disoccupazione è stabile anche in Europa: nel mese di luglio, i senza lavoro nei 16 paesi della zona Euro erano 15,8 milioni, pari al 10%, mentre nell'Ue a 27 Paesi i 23 milioni di disoccupati corrispondono a un tasso del 9,6%. In entrambi i casi i dati diffusi da Eurostat sono invariati rispetto al precedente mese di giugno. Nel luglio 2009, il tasso di disoccupazione era del 9,6% nell'Eurozona e del 9,1% nell'Ue. In termini assoluti, il numero di senza lavoro è diminuito in luglio di 45 mila nell'Ue27 rispetto a giugno e di 8 mila nella zona dell'Euro.

I Paesi in cui la disoccupazione è più bassa sono l'Austria (3,8%) e l'Olanda (4,4% in giugno) mentre i tassi più elevati si registrano in Spagna (20,3%), Lettonia (20,1% nel primo trimestre) e Estonia (18,6% nel secondo trimestre). La disoccupazione è diminuita in luglio in Austria, Malta e Germania, mentre è aumentata soprattutto in Lettonia e Lituania. Rispetto a un anno fa, gli uomini disoccupati sono aumentati dal 9,5% al 9,8% nell'Eurozona e dal 9,2% al 9,6% nell'Unione a 27 paesi, mentre il tasso di disoccupazione femminile è aumentato dal 9,8% al 10,3% nell'Eurozona e da 9% a 9,6% nell'Ue27. Per quanto riguarda i giovani, i disoccupati sotto i 25 anni sono il 19,6% nell'Eurozona e il 20,2% nell'Ue27. Eurostat ricorda infine che il tasso di disoccupazione di luglio era pari al 9,5% negli Usa e al 5,2% in Giappone.

Sacconi: "Situazione preoccupante, ma meglio che altrove". La situazione del mercato del lavoro in
Italia resta "preoccupante" ma il nostro paese sta meglio del resto d'Europa visto che la tendenza negativa si è fermata. Questa l'analisi del Ministro del Welfare Maurizio Sacconi in merito ai dati Istat sulla disoccupazione. "La situazione dell'occupazione nel mese di luglio rimane sostanzialmente stabile. Mentre in Europa - spiega Sacconi - la disoccupazione non scende sotto il 10 per cento, il tasso di disoccupazione scende in Italia di un altro 0,1 per cento sul mese precedente, attestandosi all'8,4 per cento e la stessa disoccupazione giovanile scende dello O,6 per cento. La situazione rimane certamente preoccupante, ma sarebbe colpevole non riconoscere il dato oggettivo di un differenziale positivo con l'Europa e di una tendenza negativa sostanzialmente fermatasi".

Il piano triennale per il lavoro varato dal governo nei primi giorni di agosto, aggiunge Sacconi, "sarà ora oggetto di consultazione con le parti sociali per arrivare tempestivamente a rilanciare il contratto di apprendistato per i giovani, a promuovere una formazione corrispondente alle competenze richieste, a sviluppare relazioni industriali cooperative e partecipative".

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