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Pescara, 24/04/2026
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Data: 01/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Ferrovie, finanziamento dalle banche. Il gruppo ha chiesto 1-1,5 miliardi elevabili fino a 2,250 miliardi

Nei giorni scorsi la lettera a una ventina di grandi istituzioni internazionali, tra le quali Biis (Intesa), Unicredit, Mps

ROMA - Le Ferrovie dello Stato bussano al credito bancario. Nei giorni scorsi il gruppo presieduto da Lamberto Cardia, secondo quanto risulta a Il Messaggero, ha chiesto a una ventina di grandi banche italiane ed estere la disponibilità a partecipare a un finanziamento di importo compreso fra 1-1,5 miliardi, con la possibilità di allargarlo fino a 2,250 miliardi. Tutti in bianco, cioè senza garanzie. La richiesta sarebbe contenuta in una lettera di 32 pagine, firmata dal chief financial officer (direttore finanziario) di Fs Stefano Pierini spedita singolarmente agli istituti. Fra le banche italiane coinvolte ci sarebbero Biis, la controllata di Intesa Sanpaolo specializzata nelle infrastrutture, Unicredit, Mps. Delle internazionali Dexia, Bnp, Calyon. Il prestito ha la forma di una back-up facility, cioè una riserva di cassa finalizzata a linee di tesorerie a favore delle società del gruppo guidato da Mauro Moretti. La durata del finanziamento è di tre anni e le banche interessate possono aderire con quote minime di 50 milioni. Le adesioni degli istituti devono pervenire entro le ore 12 del 23 settembre e contenere le condizioni, vale a dire il tasso di interesse. Fs si riserva ampia voce in capitolo nella decisione definitiva individuando i ruoli che gli istituti rivestiranno nell'operazione. E il gruppo ferroviario si riserva, come è specificato nella lettera, di portare il finanziamento fino a un massimo di 2,250 miliardi, evidentemente in relazione all'offerta. Da parte delle istituzioni c'è comunque interesse a sostenere i piani delle Ferrovie che sono tornate in una condizione economico-finanziaria sostenibile. A fine 2009 avevano 9,703 miliardi di indebitamento netto ma con un utile netto di 44 milioni, in aumento di 28 milioni rispetto al risultato 2008, consolidando la riconquista dell'equilibrio dei conti confermata da un margine operativo lordo di 966 milioni, nonostante le minori risorse rese disponibili per i servizi di infrastruttura (-192 milioni di euro) e la diminuzione dei volumi e dei margini delle società del settore Cargo, provocato dalla crisi economica mondiale. Il ritorno all'equilibrio avviene dopo gli esercizi 2007 e 2006 nei quali il gruppo ferroviario presentò perdite pari, rispettivamente, a 409 milioni e 2,115 miliardi. Dal 2006 ad oggi, pertanto, il miglioramento nel risultato netto è stato di 2,159 miliardi, una performance di grande rilievo anche nel panorama ferroviario europeo: i maggiori competitors, i francesi di SNCF e i tedeschi di DB, hanno infatti annunciato una discesa del risultato finale rispettivamente del 270% e del 37%. Il miglioramento della redditività è dipesa dagli ulteriori interventi per ridurre i costi operativi (-256 milioni) grazie a un calo del costo del lavoro di 76 milioni ottenuto efficientando i processi industriali pur in presenza dell'aumento degli stipendi degli oltre 84 mila dipendenti.


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