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Data: 01/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Metalmeccanici, scontro sul contratto. Confindustria si prepara a disdirlo, per la Fiom è ancora in vigore

ROMA. Federmeccanica chiede deroghe al contratto nazionale dei metalmeccanici «che riguardano l'intero settore, non comparti specifici. Oggi si parla di auto, domani potrebbe essere un altro comparto». L'associazione di categoria della Confindustria, per bocca del suo presidente Pier Luigi Ceccardi, si prepara a disdettare l'ultimo contratto nazionale unitario firmato nel 2008 per sostituirlo con quello separato firmato nel 2009 dalle sole Fim e Uilm. E proprio a questi due sindacati Federmeccanica si rivolge per definire «gli ambiti di derogabilità».
Ma per il segretario generale della Fiom Maurizio Landini - che ieri era a Melfi per un presidio davanti allo stabilimento per chiedere il reintegro dei tre operai riammessi al lavoro dal giudice - il contratto «del 2008 è stato firmato anche da noi e quindi è in vigore fino al 2011. Se la Federmeccanica sta discutendo di disdire il contratto conferma che avevamo ragione: è ancora in vigore». Per Landini la richiesta di disdetta del contratto «parte dal fatto che Fiat sta mettendo pressione a Federmeccanica chiedendo esplicitamente che le deroghe fatte a Pomigliano entrino nel contratto nazionale, mettendo in discussione il diritto di sciopero, non pagando i tre giorni di malattia e aumentando lo straordinario obbligatorio. Le cose che non sono possibili oggi, la Fiat chiede che diventino possibili con un accordo tra le parti». Per questo, conclude il leader delle tute blu della Cgil, «gli altri sindacati stanno sbagliando. Vorrei chiedere loro chi ha dato il mandato oper questa trarttativa?». Lo sostiene la Cgil nazionale che parla di «inaccettabile svolta autoritaria della Fiat». Ieri comunque a Melfi è andata in scena una nuova frattura tra i sindacati dove l'assemblea che la Fiom aveva chiesto di poter tenere non si è svolta perché la maggioranza delle Rsu ha respinto «a maggioranza la proposta».
Il programma di incontri è fitto: il 6 si riunisce la Fim Cisl, il 7 il direttivo di Federmeccanica, l'8 il vertice Uilm e il comitato centrale della Fiom. Lo scontro sul contratto nazionale si preannuncia rovente.

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