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Data: 01/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Fini: ecco le condizioni per evitare la rottura. Urso attacca: il Pdl cancelli la scomunica o nasce il nuovo partito

Riflettori accesi sulla festa di Mirabello in attesa che parli il presidente della Camera

ROMA. «Resettare tutto, riavvolgere il film dell'espulsione di Fini». E' la condizione preliminare che i finiani pongono per evitare la rottura definitiva con il Pdl e la nascita del loro nuovo partito: Futuro e libertà. Lo specifica Adolfo Urso, una delle "colombe" fra i seguaci del presidente della Camera, e che potrebbe essere anche il primo segretario del nuovo partito. Riaccogliere Fini come confondatore del Pdl è però richiesta davvero indigesta per Berlusconi che infatti non ne vuole neanche sentir parlare. E così, nonostante le voci di trattative (sul processo breve), di spiragli e mediazioni, il centrodestra sembra avviato a un divorzio carico di incognite anche per il governo e la legislatura.
I riflettori sono già accesi su Mirabello, paesino nei pressi di Ferrara, dove da ieri i finiani celebrano la "Festa del tricolore". Tradizionale appuntamento di An nel passato, ma destinato quest'anno a fare da piattaforma di lancio del movimento di Fini che, dopo un'estate di veleni, dirà la sua domenica prossima, in un intervento per cui cresce l'attesa. «Vedrai sarà una festa memorabile - avrebbe detto il presidente della Camera a Vittorio Lodi, storico organizzatore della festa - anche perché diremo quello che abbiamo in animo». E cosa Fini abbia in animo non è certo un mistero dopo un mese e mezzo che subisce il sistematico linciaggio quotidiano da parte dei giornali berlusconiani.
«Se il Pdl non resetta tutto, se non riavvolge il film dell'espulsione di Fini, la creazione di un nuovo partito è inevitabile», ha chiarito ieri Urso. Il viceministro finiano lo dice chiaro e tondo: lo strappo si può ricucire, i parlamentari di Futuro e libertà possono restare nel Pdl, «ma se Fini non viene riammesso e legittimato con il ruolo che gli spetta nel Pdl come cofondatore è inevitabile che nasca un nuovo partito». E oggi lo scrive il «Secolo»: tutto deve ripartire da quel documento del 22 luglio in cui le idee di Fini sono state dichiarate «incompatibili con il Pdl».
Nel caso della nascita del nuovo partito Urso già offre comunque un «patto di legislatura» a Pdl e Lega. Ma in quel caso la possibilità della fine anticipata della legislatura e del ritorno al voto sarebbe assai più concreta. Insieme alla marcia indietro su Fini, Urso chiede anche di cancellare la riunione dei probiviri del Pdl che il 17 settembre dovrebbero «processare» Bocchino, Briguglio e Granata. Un'altra data che sarà decisiva per i futuri rapporti nel centrodestra.
Dal Pdl per ora non arrivano segnali di un'inversione di tendenza, a parte la disponibilità a qualche modifica al testo sul processo breve per avere il voto dei finiani. Continua invece l'offensiva diplomatica della Lega. Ieri è stato Roberto Calderoli a sostenere che «il governo è stato a rischio per colpa del fuoco amico». Il ministro leghista chiede in sostanza che si fermi la campagna del «Giornale» e di «Libero» contro Fini, e sostenuto che se anche i finiani mantenessero i loro gruppi parlamentari autonomi «non sarebbe uno scandalo».

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