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Pescara, 24/04/2026
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Data: 02/09/2010
Testata giornalistica: Il Messaggero
Le scosse non danno tregua, a Montereale tende e gazebo. All'Aquila e nelle frazioni verifiche nei centri storici

Le scosse, anche se più leggere, non danno tregua alla valla dell'Aterno. Tra l'altra notte e ieri la terra ha tremato ancora: tante le "strumentali", tre quelle percepite (2.2, 2.8 e 2.1, tutte in piena notte, tra l'una e le tre e venti). Quasi nessuno ha dormito in casa. C'è persino chi è stato costretto a sistemare una piccola bimba nell'auto, tra il sedile posteriore reclinato e il portabagagli. La paura è tanta. La linea che si sta seguendo è quella del buon senso: nessun allarmismo, ma neanche sottovalutazione, come forse accadde il 6 aprile. Per questo la Protezione civile regionale ha deciso di intervenire. Su indicazione del commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione, Gianni Chiodi, ieri sono state allestite, nei territori dei comuni dell'Alta Valle dell'Aterno (Montereale, Cagnano Amiterno, Capitignano e Campotosto), tre tensostrutture attrezzate, nonché tende pneumatiche e gazebo. Ieri sera erano pronte le tende e le tensostrutture, da utilizzare come punti di accoglienza per chi ha deciso di trascorrere la notte fuori casa. All'interno delle tensostrutture sono stati montati panche e tavolini. «In questo modo - ha spiegato Chiodi - vogliamo offrire alla popolazione interessata dallo sciame sismico un ricovero per favorire l'aggregazione delle persone soprattutto nelle ore notturne. Infatti nelle ultime due notti nei comuni dell'Alta Valle dell'Aterno alcune persone hanno preferito dormire all'interno delle proprie auto». È chiaro che, come hanno chiesto i sindaci al prefetto Giovanna Maria Iurato, le tende non sono adatte per il periodo invernale. Si lavora, allora, per allestire delle aree con container, qualora ce ne fosse bisogno, mentre il comitato 3.32 ha offerto ospitalità, per chi volesse, nell'area delle Casematte, a Collemaggio.
In Prefettura anche ieri è proseguito il continuo monitoraggio della situazione con il prefetto, Giovanna Iurato, in contatto costante con i sindaci dell'Alta Valle dell'Aterno e con le forze dell'ordine. Anche nell'ufficio del Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, c'è la massima allerta.
Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, ieri nel primo pomeriggio ha riunito nuovamente i tecnici comunali. Nel capoluogo e nelle frazioni anche oggi resteranno completamente interdetti i centri storici. La chiusura, però, potrebbe essere ulteriormente prorogata, almeno parzialmente. Il Comune, infatti, ha intenzione di verificare nuovamente, con estrema attenzione, alcune aree della zona vecchia della città, compresi i locali per cui è stata concessa l'agibilità parziale. Lo stesso sindaco, infatti, non si è sbilanciato: «C'è una situazione di rischio aumentato e quindi dobbiamo comportarci al meglio, per tutto quello che possiamo fare. Non credo che domani mattina tutti torneranno a passeggiare in tutto il centro: decideremo in scienza e coscienza quali sono le zone dove sarà possibile». Per i cantieri si parla di una possibile ripresa dei lavori solo nei palazzi dove è garantito un grado sufficiente di sicurezza. Qualche protesta, invece, è arrivata per la chiusura degli asili nido, soprattutto per quelli costruiti con tecniche e materiali antisismici.

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