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Pescara, 24/04/2026
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02/09/2010
Il Messaggero
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«Concorso, è stato giusto fare dietrofront» Paolucci, Pd: si è rischiata un'ingiustizia. I sindacati si spaccano: Cisl e Uil lontani dalla Cgil |
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PESCARA - «Il dietrofront della Giunta regionale sui concorsi è un fatto positivo. Ma se non ci fossero state le denunce di stampa e Pd, i giovani abruzzesi avrebbero subito una grandissima ingiustizia». E' il commento di Silvio Paolucci, segretario del Pd, in merito al concorso per le verticalizzazioni alla Regione Abruzzo che continua a far discutere. E' di martedì scorso il passo indietro ufficiale dell'assessore Federica Carpineta, che ha annunciato di voler rivedere e correggere il bando, inizialmente sbilanciato a favore dei dipendenti regionali diplomati rispetto ai colleghi laureati. Dopo le strigliate della Cgil Funzione Pubblica, anche le altre sigle sindacali sono intervenute sull'argomento. I responsabili del Pubblico di Cisl e Uil plaudono al dietrofront ma vanno in contrasto con la Cgil: «La polemica è superata: diamo atto all'assessore di essere intervenuta tempestivamente per sanare l'anomalia. Avevamo rilevato e sottolineato gli errori macroscopici presenti nella valutazione dei titoli di studio al dirigente responsabile dell'ufficio concorsi. Riteniamo -e qui Cisl e Uil cozzano con la proposta della Cgil- controproducente, però, un'ulteriore apertura dei tavoli nell'interesse dei lavoratori e per evitare ulteriori lungaggini, che rinvierebbero ulteriormente il termine delle procedure previste per la fine del corrente anno solare. Lo slittamento del concorso comporterebbe la non attuazione della verticalizzazioni e di conseguenza il non riconoscimento della professionalità del personale regionale. L'unico atto amministrativo da adottare rapidamente è la correzione dei bandi». Luciano Di Giacomo dell'Ugl lancia una proposta alternativa: «Procedere alla revoca della deliberazione della Giunta regionale 569 del 19 luglio 2010, dei relativi bandi di concorso e all'avvio della discussione e di una rapida approvazione della legge di riorganizzazione della Regione, per riorganizzare la struttura individuando, a cascata, le competenze di direzioni, servizi e uffici, agganciandovi le necessarie professionalità per l'assolvimento dei compiti assegnati, procedendo ad una ricognizione complessiva del personale regionale e del personale precario per far emergere le professionalità di cui l'ente ha effettiva necessità, con conseguente rimodulazione della pianta organica e del fabbisogno triennale del personale, tenendo conto anche degli eventuali pensionamenti». Intanto anche i precari sono sul piede di guerra: i precari della Regione, a seguito della pubblicazione dei bandi per la costituzione di graduatorie da cui attingere per eventuali assunzioni a tempo determinato, alzano la voce. «Le modalità previste -dicono in una nota del loro coordinamento- , oltre a non garantire adeguatamente la professionalità ed il servizio prestato presso l'ente, mortificano l'attuale personale precario non garantendo, dopo numerosi anni di servizio, neanche la possibilità di partecipazione alle selezioni. L'obiettivo di tali bandi è incomprensibile. Non risolvono il problema strutturale del precariato in quanto mirano alla sostituzione degli attuali precari con dei nuovi precari, con un incarico rinnovabile al massimo per tre anni, sono dannosi in termini economici perché richiedono l'utilizzo di personale precario, inesperto e inadatto ad espletare le attuali funzioni, e sono un enorme danno in termini umani e sociali per gli attuali lavoratori e le loro famiglie, che si trovano nel difficilissimo contesto aquilano ed abruzzese, nel quale dovranno tentare di procurarsi un inesistente nuovo lavoro per sopravvivere».
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