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Pescara, 24/04/2026
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Data: 02/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Allarme della Cgil: 700 posti di lavoro a rischio. I sindacati e l'elenco delle aziende in difficoltà: serve una politica diversa

SAN SALVO. Le vacanze sono finite, le fabbriche da lunedì hanno riaperto i cancelli, ma molti impianti restano fermi. Il futuro occupazionale fa ancora paura nel Vastese. Il settore tessile non riparte. Non stanno meglio i lavoratori delle industrie metalmeccaniche. Nessuno sa con certezza che cosa accadrà in autunno. L'incertezza aumenta il nervosismo. La Cgil, dopo l'ultimo infortunio alla Pilkington, torna a chiedere più sicurezza nelle aziende. A rischio nei prossimi mesi 700 posti di lavoro. Il resoconto della situazione occupazionale nel Vastese alla fine delle ferie a parere di Mario Codagnone della Cgil è drammatico. «Se non si interviene subito con una politica costruttitva il Vastese rischia una crisi gravissima. La stabilità di Pilkington e Denso non bastano a risollevare le sorti di un territorio in affanno», è il monito del sindacalista. A settembre in molte aziende termina il periodo di cig. L'elenco delle aziende in crisi è lungo: Robotec, Girsud, Valsinello, Teknolamiere, CBi di Gissi, Pamec, Secoflex, Sider Vasto, Istonio affilature, Cima Cosmos, Cid. Resteranno in cassa integrazione straordinaria fino a marzo 2011 i 400 dipendenti della Golden Lady di Gissi. «A decidere quello che accadrà dopo sarà il mercato autunnale del settore tessile», dicono Giuseppe Rucci e Franco Zerra rappresentanti di Cgil e Cisl.
I due sindacalisti hanno preso parte alla riunione che si è tenuta prima di Ferragosto fra istituzioni, sindacati e responsabili dell'azienda.
«Comune e Provincia hanno offerto la propria disponibilità. L'azienda temporeggia e attende di vedere che cosa accadrà a fine anno. Il sindacato farà il possibile per contrastare qualsiasi ipotesi di trasferimento», dicono Rucci e Zerra. A preoccupare la Filtcem-Cgil è anche la sicurezza. Dopo l'infortunio di una settimana fa alla Pilkington il sindacato ha lanciato un nuovo appello. «Gli infortuni aumentano. Più volte abbiamo denunciato diverse lacune che l'azienda si è impegnata a risolvere. Non siamo più disposti ad accettare ulteriori rinvii. Un'azienda così importante non può limitarsi a fare solo enunciazioni di principio».

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