ROMA - Berlusconi accoglie Bossi nello studio di Palazzo Grazioli, ma alla fine lancia il messaggio: non voglio intermediari. Dunque, neppure i mediatori leghisti. Non intende replicare alle dichiarazioni dei «falchi e falchetti» finiani, come Bocchino o Granata, liquidate come provocazioni. Come quella, avanzata ieri, di una contestazione al discorso di Gianfranco Fini da parte delle truppe cammellate Pdl. Non intende nemmeno alzare il livello dello scontro, con sollecitazioni di vario genere. Vuole ascoltare quel che dirà il presidente della Camera a Mirabello, soprattutto in materia di giustizia e di processo breve. Soltanto allora, a bocce ferme, potrà tirare le conclusioni. Ma entro settembre il nodo dovrà essere sciolto. La scadenza del chiarimento è improrogabilmente fissata entro la fine del mese: deve arrivare un sì o un no.
Il vertice tra Berlusconi e Bossi è durato circa 2 ore. Ed è seguito a un altro incontro tra il ministro della Giustizia, Alfano, ed il consigliere giuridico, Niccolò Ghedini. Il Senatùr è arrivato con il ministro Calderoli ed il governatore del Piemonte, Roberto Cota. Si è poi aggiunto il ministro Giulio Tremonti. Ma il clima è stato tranquillo e sereno, raccontano. All'uscita, Bossi ha detto che con «Berlusconi è stato tutto a posto», ma non ha risposto se ci sono situazioni di gelo con il premier. Quando gli hanno chiesto se è possibile, a questo punto, una pace tra Berlusconi e Fini, ha risposto: «Aspettiamo di vedere cosa dice domenica».
Raccontano i collaboratori che Berlusconi è molto tranquillo in attesa degli eventi che possono dare una svolta al governo. In ogni caso mette a punto i 5 punti del programma da presentare in Parlamento. Con Mario Baldassarri, finiano, ha parlato di questo, dicono. Ma è presumibile anche di altro. Ha accolto con viva soddisfazione la citazione dell'amico Tony Blair il quale, in un libro, gli ha espresso «ammirazione» per averlo aiutato a vincere le Olimpiadi del 2012 che si terranno a Londra. Va avanti anche con il processo breve, anche se sa dei problemi esistenti con il Quirinale. Valuterà se inviare ai ministri degli Esteri della Ue la lettera per spiegare l'eccessiva lunghezza dei processi in Italia. Il ministro Frattini ha annunciato che la missiva è pronta. Ignazio La Russa, coordinatore Pdl, ha detto che non saranno modifiche al processo. «Noi abbiamo già votato questa legge al Senato e pensiamo di votarla nella stessa maniera alla Camera».
Mentre Fabrizio Cicchitto cerca di rilanciare il dialogo con i finiani e l'Udc sulla giustizia, sostenendo che le proposte sono «ragionevoli ed eque», scoppia la bomba sulla contestazione, che sarebbe pronta, al discorso di Fini. «Generazione Italia» ha accusato il ministro Michela Brambilla di organizzare un blitz di «squadristi del Pdl» a Mirabello con pullman già reperiti a Napoli. Un consigliere provinciale Pdl sarebbe stato direttamente contattato dai Promotori. La Brambilla smentisce categoricamente, annunciando querele al sito degli ex aennini: è un'invezione, dice, per mettere le mani avanti. Intanto La Russa spiega che la procedura, davanti ai probiviri, contro i rivoltosi, va avanti. Ma ci sono sospetti che possa subire qualche rallentamento, come ultima chances per non gettare altra benzina sul fuoco.