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Pescara, 24/04/2026
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Data: 02/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Metalmeccanici, battaglia sul contratto. Fiom: le deroghe sono un imbarbarimento sociale. Uilm: avanti col modello Pomigliano

L'AUTUNNO CALDO Landini: «No alla disdetta, pronti a fare ricorso, trattativa con la Fiat ma rispettando le regole»

ROMA. Se Federmeccanica dovesse dare disdetta del contratto del 2008 per sostituirlo con uno modello-Pomigliano, la Fiom avvierà azioni legali e presenterà una piattaforma per mantenerlo in vigore. Le tute blu Cgil alla Fiat: trattativa vera rispettando però le leggi.
Maurizio Landini, segretario generale della Fiom, punta l'indice sulle deroghe giudicate «di una gravità assoluta, un imbarbarimento sociale del Paese». E deroghe, nel concreto, significa: triplicare le ore annue di straordinario, il recupero delle ore perse per sciopero, non pagare i primi tre giorni di malattia, regolamentare il diritto di sciopero, ridurre le pause, trasformare la mezz'ora di pausa mensa in straordinario, sanzionare chi non rispetta le deroghe, disdettare le ore di permesso sindacale aggiuntive. L'obittivo della Fiom è conquistare un nuovo contratto e Fim e Uilm «non hanno ricevuto alcun mandato dai lavoratori a peggiorare le loro condizioni di lavoro». La Fiom terrà a Roma il 16 ottobre una manifestazione nazionale sulle parole d'ordine del lavoro, legalità, democrazia e diritti.
La Fiom vuole scrollarsi di dosso l'etichetta di sindacato del no: «Sfido chiunque - scandisce il suo segretario generale - a dire che non facciamo accordi quando ne abbiamo firmato migliaia». La verità, insiste, è che bisogna contrastare l'idea «che sia moderno licenziare i lavoratori dalla sera alla mattina». Come è successo alla Commer Tgs, a 150 metri dallo stabilimento di Melfi, dove due operai sono stati considerati inidonei perché in malattia e dunque licenziati. Punta di diamante dell'offensiva sulla disdetta del contratto e delle deroghe è la Fiat con la quale, spiega ancora Landini, «siamo assolutamente disponibili a sviluppare una vera trattativa ma siamo convinti che ciò sia possibile farlo applicando i contratti e le leggi esistenti». Oggi «chi sta commettendo un reato è proprio la Fiat che un tribunale italiano ha condannato perché ha tenuto un comportamento antisindacale» con una sentenza dove si evidenzia che nessun operaio ha mai compiuto atti di sabotaggio. Per questo Cgil e Fiom quereleranno il ministro Gelmini che ha accusato il sindacato di coprire atti di sabotaggio. Ma la Fiom avverte Marchionne che se pensa «di andare avanti con le assunzioni selezionate alla NewCo deve sapere che va avanti con una procedura che si pone al di fuori del diritto di questo Paese». Dunque nessun nuovo contratto senza il consenso dei lavoratori e Landini si chiede come mai Fim e Uilm non si rendano conto che gli industriali vogliono proprio cancellare il contratto nazionale. Non trattino con Federmeccanica, insiste, perchè nessuno li ha mai delegati «a cancellare in peggio il contratto».
Ma la Uilm, uno dei sindacati protagonisti del contratto separato e dell'accordo su Pomigliano, non cambia idea e si dice disponibile a firmare un accordo sul modello accettato per lo stabilimento campano «se la Fiat deciderà di mantenere in vita lo stabilimento di Termini Imerese» la cui chiusura è stata decisa dalla Fiat per la fine del 2011. E Giuseppe Farina, segretario nazionale Fim-Cisl, risponde alla Fiom accusandola di «rincorrere il proprio passato con scelte che rischiano di danneggiare i lavoratori». Per quanto riguarda i ricorsi minacciati «non ne risulta neanche uno, forse perchè la Fiom sa che sarebbero destinati all'insuccesso».

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