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Data: 03/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Daniela Stati-Pdl, addio al veleno. La più votata in Abruzzo lascia e accusa gli alleati: «Nessuna solidarietà»

L'ex assessore chiede ospitalità al Gruppo misto Affondi contro Chiodi e il senatore Piccone

AVEZZANO. Addio al Pdl, con tante accuse. Daniela Stati, l'ex assessore regionale alla Protezione civile indagata per corruzione nell'inchiesta post-terremoto, ma soprattutto la donna più votata alle ultime elezioni regionali, lascia il partito che non le ha mostrato solidarietà.
Affondi in serie. Arrivano in occasione di una conferenza stampa convocata negli uffici della Stati, ad Avezzano. Qui, sotto una gigantografia con la scritta Regione Abruzzo, nasce e si consuma lo strappo politico che fa rumore e fa discutere. Gli affondi sono per il Pdl e per i suoi più illustri rappresentanti in Abruzzo. Daniela Stati comincia: «Dagli amici del partito non ho avuto alcuna solidarietà. Nessuno ha preso l'auto o il telefono per venire a trovarmi o per contattarmi. Non mi riconosco più in questo partito e me ne vado. E che venga Berlusconi in Abruzzo a capire come mai la donna più votata in regione si dimette. Ripeto, venga Berlusconi a riportarmi la dignità. E non Letta, che i cittadini non gradiscono, visti gli ultimi fischi sentiti all'Aquila. Mi metto da parte per portare in alto il mio nome e quello della mia famiglia che hanno voluto sfregiare. Sì, mi sarei aspettata solidarietà. Da Chiodi, dagli assessori regionali, dall'onorevole Pelino e da altri deputati, dai coordinatori Piccone e Di Stefano. Solidarietà a chi ha contribuito alla vittoria del Pdl in questa regione».
«Chiodi il bello». La prima frecciata va al presidente della Regione. «Chiodi è un bravo amministratore, corretto, ma dovrebbe mettersi a fare politica», afferma la Stati, «perché per quanto riguarda la politica prendo in prestito una frase di Berlusconi: Chiodi? È tanto un bel ragazzo».
Ricciuti e il papà. L'altra frecciata carica di ironia è per Luca Ricciuti. «Leggo che Ricciuti è fra i papabili a prendere il mio posto da assessore», afferma l'ex rappresentante della giunta Chiodi, «abbiamo entrambi due papà illustri. Il suo più del mio. Mi sembra sia anche presidente della Selex (la società dell'imprenditore Sabatino Stornelli coinvolta nell'inchiesta, ndr). A Luca faccio il mio in bocca al lupo».
Non dimentica Floris. La terza e ultima stoccata è rivolta al sindaco di Avezzano, Antonio Floris. «Nella mia città non sembra normale che io, assessore, sia la figlia di Ezio Stati», evidenzia, «sembra invece normale che per prendere un appuntamento con il sindaco ci si debba rivolgere al figlio».
Verso il Gruppo misto. L'ex assessore alla Protezione civile presentò le dimissioni all'indomani degli arresti del padre Ezio e di Vincenzo Angeloni ma ha sempre continuato a ricoprire il ruolo di consigliere. Continuerà a farlo lontano dal Pdl. «Chiederò al presidente Pagano di entrare a far parte del Gruppo misto», annuncia Daniela Stati, «l'aula dell'Emiciclo diventerà la mia arena. Sarò una donna di denuncia, che non farà sconti».
Stati senior assente. Qualcuno si aspettava anche la presenza di Ezio Stati. Scarcerato da pochi giorni, l'ex tesoriere della Dc se ne sta chiuso in casa. Dove continua a ricevere visite di politici e conoscenti. «Mio padre non sa niente di questa decisione», evidenzia la figlia Daniela, «se lui ha delle cose da dire le dirà in seguito».
Il caso giudiziario. L'ex assessore, indagata per corruzione perché secondo la Procura ha tentato di favorire la società Abruzzo Engineering e insieme al suo gruppo è stata «ripagata» con una serie di regalie, parla anche della vicenda giudiziaria. Sotto lo sguardo dell'avvocato Alfredo Iacone e di alcuni poliziotti in borghese. «Abruzzo Engineering non è una società di costruzioni che fa appalti», precisa Daniela Stati, «è solo una società della Regione. Nessuno sciacallaggio sul terremoto. Non ho mai firmato delibere che assegnassero un euro ad Abruzzo Engineering. Questa vicenda è allucinante. Con un minuto ci è stato tolto il rispetto. Solo il 13 agosto scorso il presidente Berlusconi ha firmato l'ordinanza che ha affidato una serie di lavori ad Abruzzo Engineering. Cialente si è vantato di avere fatto pressioni. Quelle stesse pressioni che avrei esercitato io su Berlusconi. Se avessi avuto questo potere sarei andata a fare il ministro al posto della Carfagna. Finora non è stato trovato un atto che possa mettere in difficoltà la Regione».
Le reazioni politiche. Da Chiodi a Di Stefano, sono state diverse le reazioni all'addio. «Non ho mai fatto mancare, sin dall'immediatezza, la solidarietà mia e della giunta. A Daniela voglio bene, ha vissuto con me, spalla a spalla, un momento drammatico come quello del terremoto, mi sforzo di comprendere la sua amarezza», le parole del presidente Chiodi, «la ringrazio per avere detto parole buone nei miei confronti. Lei mi ha sempre invitato a fare un po' più di politica. Ma pur comprendendone le ragioni ritengo che in questo anno e mezzo l'Abruzzo abbia avuto più bisogno di chi stava al lavoro dalla mattina alla sera». È intervenuto anche Fabrizio Di Stefano, senatore Pdl e vice coordinatore del partito in Abruzzo. La decisione di Daniela Stati di lasciare il Pdl mi rattrista. Non la condivido e, per quello che mi riguarda, sia nei comunicati stampa che nei comportamenti privati, la mia vicinanza non le è mai mancata. Auspico che già nelle prossime settimane, recuperando la necessaria serenità e l'entusiasmo che la contraddistingue, possa tornare sui suoi passi». L'altro senatore Pdl, Andrea Pastore, presidente della Commissione per la semplificazione, ha annunciato che presenterà un'interrogazione sulle dimissioni della Stati, ritenendo si tratti di «una vicenda kafkiana». «Apprendo con sommo rammarico», afferma Pastore, «delle annunciate dimissioni dal Pdl di Daniela Stati. Comprendo però l'amarezza che può averla spinta a un gesto di protesta verso un trattamento mediatico e giudiziario che ha pochi precedenti, non certo imputabili a colleghi e amici di partito».

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