AVEZZANO - La notte dei lunghi coltelli è appena cominciata: nel corso di una breve ma intensa conferenza stampa presso il suo ufficio a piazza Torlonia, ad Avezzano, Daniela Stati, assessore regionale dimissionario alla Protezione civile, ha annunciato di voler abbandonare il Pdl. Ha inoltre lanciato una serie di strali nei confronti dei maggiori rappresentanti del partito, dai quali sostiene di non aver ricevuto alcuna solidarietà in occasione delle ultime vicende giudiziarie riguardanti lei, il suo compagno e suo padre Ezio («se il partito non ha avuto tempo per dimostrarmi solidarietà, io mi metto da parte»). Ha anche fatto partire una serie di avvertimenti molto simili a missili terra-aria destinati a deflagrare ora, sì, ma anche tra qualche giorno, mese e anno. Andiamo per ordine: la Stati ha innanzitutto dato mandato pubblicamente, ieri, ai suoi avvocati, di querelare (e dunque richiedere in solido il risarcimento) chiunque accenni (o lo abbia fatto, è presumibile ipotizzare) a presunte azioni di sciacallaggio, parli di "cricca", esponga cartelli che non abbiano riscontro concreto (quindi attenzione a chi parla, perché potrebbe avere prosciugato il conto in banca per vie legali), poi ha inviato i suoi auguri a Luca Ricciuti che pare destinato a prendere il suo posto in Giunta. Si è chiesta immediatamente dopo se la gente sappia che il padre di Luca sia presidente di Selex, società che detiene il 30% di Abruzzo Engineering, che è nell'occhio del ciclone. Lascia il Pdl e va nel gruppo misto la Stati. E sottintende la seguente ipotesi: se la politica non è figlia della matematica (e non lo è) ma della filosofia, ciò salva Gianni Chiodi («è una persona corretta ma di politica..., lo definirei come dice Berlusconi, "è tanto un bel ragazzo...") e la sua Giunta, alla quale oggi come oggi dovrebbero essere tolti gli ottomila voti statiani. E così pure a Del Corvo alla Provincia dell'Aquila. E andiamo invece al missile che dovrebbe esplodere più in là. Tra qualche anno. La maggioranza che attualmente regge il Comune di Avezzano va in polvere e il sindaco eletto con larga rappresentanza statiana pure: «Quel sindaco per parlare col quale occorreva chiedere permesso al figlio», ha detto la Stati (Armando, attuale consigliere provinciale; ndr). E poi un missile indirizzato verso la Valle Peligna: «Io a Berlusconi non ci sono mai potuta arrivare. Se potevo chiamarlo direttamente mi facevo mettere al posto della Carfagna. Se potessi parlare con lui adesso starei al posto della Pelino, mi sono pure dimagrita...». Poi avanza un'osservazione più sofisticata: se Cialente, sindaco dell'Aquila, chiede ed ottiene da Berlusconi interventi a favore di Abruzzo Engineering, li ottiene e se ne vanta, allora non è giudiziariamente scorretto procurarli. Ma se io sono accusata proprio di questo ... qualcosa non quadra. E ancora: se tanto mi da tanto «ora Berlusconi in persona deve intervenire e convincermi a restare nel Pdl». Ma Berlusconi ha la figura politica morale e giudiziaria per farlo? «Beh se è intervenuto a favore di Abruzzo Engineering ...». Fabrizio Di Stefano, vice-coordinatore regionale Pdl scrive: «La decisione di Daniela Stati di lasciare il Pdl mi rattrista. Non la condivido. Sia nei comunicati stampa che nei comportamenti privati la mia vicinanza non le è mai mancata. Tuttavia posso comprenderla, perché i momenti che ha vissuto e vive sono particolarmente difficili, tanto da determinarla a una reazione che forse, a mente fredda, non avrebbe assunto. Auspico che, recuperando la serenità e l'entusiasmo che la contraddistingue, possa tornare sui suoi passi». L'avvocato Antonio Milo ha aggiunto che alla fine delle ferie invierà un promemoria a favore degli indagati per chiedere l'archiviazione.