«L'autonomia e il federalismo sono garanzia dell'unità nazionale» Il Carroccio applaude
ROMA. «E' venuto il momento che l'Italia si dia una seria politica industriale». Napolitano sferza il governo con parole forti usando anche l'ironia. Rispondendo a una domanda se serva un ministro (vacante dal 13 maggio) ha risposto: «Lei crede? Allora passo la voce».
Ma non è certo scherzoso il monito di Napolitano quando sollecita interventi e politiche «attorno alla questione dell'occupazione giovanile» dove si stringono «i nodi dell'economia». Questione di drammatica attualità «e principale preoccupazione» per il presidente di un Paese dove un giovane du quattro non ha lavoro. Il governo, la politica, devono occuparsi di questi giovani «che non sono impegnati in processi formativi, nè processi lavorativi, nè di addestramento al lavoro» cercando di «dare risposte su tutti questi terreni». Pur tenendo conto dei limiti stretti in cui si muove l'azione pubblica e delle compatibilità di bilancio. Una ripresa senza occupazione è il limite maggiore dell'Italia che, da mesi, è priva persino del ministero dello sviluppo economico. Napolitano considera questa vacanza «un vuoto da chiudere». Il presidente - a Mestre per partecipare all'intitolazione di una piazzetta a Gianni Pellicani, ex vicensidaco comunista e parlamentare - lo ha detto a un operaio di Marghera che ha riconosciuto: «L'italia vuole avere un'industria e una politica industriale». Il capo dello Stato ha sottolineato «l'evoluzione in senso autonomistico e federalistico della nostra Repubblica come garanzia della rinnovata unità nazionale». Si tratta di una «visione evolutiva dello Stato democratico italiano che nacque ferocemente accentrato e che sta sempre più assumendo caratterisrtiche da stato delle autonomie». Affermazione che piace al ministro Calderoli: «Grande intervento di un grande presidente», commenta.
La nuova sollecitazione del Quirinale è accolta positivamente dalle forze politiche di opposizione e dai sindacati e da una certa freddezza del governo. Il ministro Sacconi parla di discorso «ovviamente condivisibile» e rivendica le «condizioni di stabilità» all'azione del governo mentre sul lavoro ai giovani rimanda al Piano triennale. Ma per Bersani, leader del Pd, le parole di napolitano «sono sempre più chiare. Siamo in una situazione incredibile, paradossale, che ha anche dello scandaloso. E' uno scandalo che non ci si stia occuopando dei problemi del paes». Anche Massimo D'Alema denuncia che nonostante i moniti del Quirinale «l'agenda personale di Berlusconi schiaccerà i problemi reali del Paese». La sollecitazione sulla politica industriale «è stato nei fatti già disatteso dal governo genuflesso solo agli affari del premier» commenta il Pdci. E il leader dell'Udc, casini insiste: «La priorità è l'economia più che la giustizia».
I tre sindacati ritrovano l'unità attorno alle sollecitazioni di Napolitano. «Non si può perdere altro tempo - dice il leader della Cgil Guglielmo Epifani - Il tempo di una vera politica industriale deve essere posto al centro dell'egenda politica». Bene il suo richiamo, dice Raffaele Bonanni (Cisl) perchè «il paese è fermo e serve una svolta di governo» insieme a un «patto sociale». D'accordo anche il segretario della Uil Angeletti.