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Data: 04/09/2010
Testata giornalistica: Il Centro
Addio della Stati, squarcio nel Pdl. Il potere del gruppo: possibili ripercussioni in Regione, Provincia e Comuni

Solo ad Avezzano gli statiani contano 7 consiglieri il vicesindaco e due assessori

AVEZZANO. Regione, Provincia, Comune di Avezzano e un'altra buona dozzina di paesi marsicani che orbitano nella «galassia Stati» tremano all'idea di ciò che può accadere dopo l'addio di Daniela al Pdl. Anche ieri il telefonino dell'ex assessore è rimasto muto. Quelli di altri politici alla ricerca di risposte hanno squillato.
LO SQUARCIO. L'abbandono di Daniela Stati, ufficializzato nella conferenza stampa di giovedì ad Avezzano, ha aperto uno squarcio nel cielo azzurro del Pdl. Ne è prova il silenzio del coordinatore regionale, il senatore e sindaco di Celano, Filippo Piccone, che finora ha evitato commenti sulla vicenda (non come il vicecoordinatore Fabrizio Di Stefano che ha invitato la Stati a un ripensamento). Uno squarcio che rischia di ampliarsi visto il potere politico del gruppo Stati. Non solo in Regione. Come testimoniano i numeri.
LA PIÙ VOTATA. Daniela Stati, eletta consigliere nel 2008, ha portato in dote 8.787 voti che nella giunta Chiodi le hanno consentito di ricoprire l'incarico di assessore alla Protezione civile e all'Ambiente. Voti racimolati in tutta la provincia dell'Aquila; da Avezzano (2.892) al capoluogo (683), passando per Sulmona (186), Pratola Peligna (134) Raiano (104) e Castel di Sangro (93), fino a Tagliacozzo (322), Trasacco (305), Luco dei Marsi (517) e Civitella Roveto (260). Solo per fare degli esempi. Daniela Stati ha conquistato quasi tremila preferenze in più dell'altro candidato marsicano, Walter Di Bastiano (5.985), è stata la donna più votata in Abruzzo (record che deteneva già nel 2005 quando con Del Turco presidente andò a sedersi sui banchi dell'opposizione).
EZIO L'ARTEFICE. Consensi a valanga per la dipendente della Telespazio in aspettativa che hanno un artefice: Ezio Stati, ex tesoriere della Democrazia cristiana al tempo di Remo Gaspari. Per Daniela il padre rappresenta un maestro, il capofamiglia da rispettare, la guida politica. È Ezio Stati che ha costruito le fondamenta del suo gruppo attraverso capillari ramificazioni negli ambienti che contano. Rapporti privilegiati, per esempio, alla Asl di Avezzano (al tempo del manager vastese Fulvio Catalano) o nel Consorzio per lo sviluppo industriale della città (quando c'era Cesidio Di Gravio) che gli hanno consentito la resurrezione dopo lo scandalo Tangentopoli che nel 1992 lo travolse con l'accusa di avere preso tangenti. Una resurrezione che ha portato alla discesa in campo della figlia Daniela e al consolidamento del potere politico.
IN PROVINCIA. È così che alle recenti Provinciali, dopo un sofferto accordo con Filippo Piccone sulla candidatura di Antonio Del Corvo, il gruppo Stati è riuscito a piazzare Fabio Bisegna in consiglio (è il nipote di Ezio, ndr) e a strappare un assessorato con Vincenzo Patrizi.
E AD AVEZZANO. Senza dimenticare il potere politico che gli «statiani» hanno al Comune di Avezzano. Con il vicesindaco Iride Cosimati, gli assessori Aureliano Giffi e Antonio Di Fabio (tutti con deleghe «pesanti»), i consiglieri di maggioranza Lino Cipolloni, Fabio Bisegna, Vincenzo Patrizi, Alfredo Chiantini, Lillino Laurenzi, Antonio Gemini e Gino Di Cicco. Cipolloni è anche il capogruppo del Pdl in consiglio comunale, Bisegna il vice.
NELLA MARSICA. La «galassia Stati» ha poi ramificazioni in altri paesi della Marsica, dalla Valle Roveto al Carseolano. Vicini alla famiglia avezzanese ci sono i sindaci Paolo Fantauzzi (Civita d'Antino), Paolo Di Cesare (San Benedetto dei Marsi), Pino Angelosante (Ovindoli), Bruno Murzilli (Cappadocia), Gino Fosca (Trasacco). Qualcuno era presente anche alla prima conferenza stampa che Daniela ha tenuto a pochi giorni dagli arresti. Ma l'elenco potrebbe essere più lungo. Dalla Regione ai piccoli comuni, dunque, il cielo azzurro del Pdl potrebbe riempirsi di nubi all'indomani dell'addio di Daniela Stati, ufficialmente per la mancata solidarietà dei suoi amici di partito all'indomani dell'inchiesta giudiziaria per corruzione che l'ha travolta insieme alla sua famiglia e agli imprenditori Angeloni e Stornelli. L'ex assessore regionale ha chiesto ospitalità al Gruppo misto in consiglio regionale e ora in molti si domandano se ci saranno ripercussioni nel partito e a quali livelli potranno arrivare.
ALTRE ACCUSE. La Stati ha segnato l'addio con accuse per tutti, più o meno velate: dal presidente della Regione Gianni Chiodi, ai parlamentari, fino al sindaco di Avezzano Antonio Floris. «No, la solidarietà continua a non arrivare: il mio telefono è rimasto muto anche oggi (ieri per chi legge, ndr)», ammette Daniela Stati il giorno dopo l'uscita di scena dal Pdl, «la decisione è mia e non è stata condivisa neanche con mio padre. Resto nel centrodestra e mi auguro che il presidente Silvio Berlusconi venga in Abruzzo innanzitutto per chiarire il caso dell'ordinanza su Abruzzo Engineering e poi per ridarmi la dignità. Non capisco perché nel Pdl si è garantisti per chi sì e chi no. Ripercussioni politiche? Non chiederò nulla a nessuno, ognuno è libero di restare dove crede». Parole di circostanza? Forse. Nel Pdl l'aria di crisi e tensione si avverte e quello della Stati può diventare un caso. Per cogliere la tensione basterebbe rileggere le parole di Ezio Stati. Dal carcere, per bocca dei propri legali Milo e Iacone, aveva parlato di «vendetta politica», aveva sottolineato che la sua detenzione era «voluta per colpire Daniela». Dopo la scarcerazione il capofamiglia non ha parlato. Forse qualcuno trema al pensiero che possa cominciare a farlo.

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