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Pescara, 24/04/2026
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Data: 04/09/2010
Testata giornalistica: Rassegna.it
"Prima il lavoro" "No, prima la vita"

Benedetto XVI: "Stabilità e sicurezza non sono le questioni che occupano di più la mente dei giovani" Proseguono invece gli appelli di Napolitano: fare di più per l'occupazione giovanile

Messaggi diversi ai giovani e sui giovani. Da un lato il papa invita a concentrarsi sui grandi obiettivi esistenziali, sull'andare oltre la semplice ricerca di un posto fisso. Dall'altro lato il presidente della Repubblica insiste (ormai da diversi giorni) sul tema dell'emergenza occupazionale giovanile, chiedendo di più al governo. Messaggi diversi e contesti diversi, con implicazioni e profondità notevoli (soprattutto nella lettera ratzingeriana). Sul tema non c'è un dibattito tra il papa e il presidente (il primo ha scritto una lunga lettera, il secondo ha rilasciato solo qualche battuta a un quotidiano). O meglio: non c'è ancora un dibattito, ma forse ci sarà. Accostiamo le due notizie solo per comodità di sintesi, e nel farlo semplifichiamo un po' rozzamente. La questione sollevata da Ratzinger nella sua lettera ai giovani comunque merita altre riflessioni: basta il lavoro per realizzarsi ed essere felici? Forse no, ma un po' aiuta.

Ratzinger dixit
Innanzitutto la realizzazione esistenziale e la ricerca di Dio, solo in un secondo momento quella del posto di lavoro stabile. E' questo il messaggio che Papa Benedetto XVI rivolge ai giovani di tutto il mondo, in una lettera aperta in vista della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù. "Io so, ricordando la mia giovinezza - scrive Ratzinger -, che stabilità e sicurezza non sono le questioni che occupano di più la mente dei giovani. Sì, la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante. Ma allo stesso tempo la gioventù rimane comunque l`età in cui si è alla ricerca della vita più grande. Se penso ai miei anni di allora: semplicemente non volevamo perderci nella normalità della vita borghese. Volevamo ciò che è grande, nuovo. Volevamo trovare la vita stessa nella sua vastità e bellezza".

"Certamente - prosegue Ratzinger - ciò dipendeva anche dalla nostra situazione. Durante la dittatura nazionalsocialista e nella guerra noi siamo stati, per così dire, ?rinchiusi' dal potere dominante. Quindi, volevamo uscire all'aperto per entrare nell'ampiezza delle possibilità dell'essere uomo. Ma credo che, in un certo senso, questo impulso di andare oltre all'abituale ci sia in ogni generazione. È parte dell'essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare di un impiego sicuro e sentire l'anelito per ciò che è realmente grande. Si tratta solo di un sogno vuoto che svanisce quando si diventa adulti? No, l'uomo è veramente creato per ciò che è grande, per l'infinito. Qualsiasi altra cosa è insufficiente".
Qui il testo integrale della lettera

Giovani e lavoro, Napolitano: dobbiamo fare di più
In un'intervista al Messaggero, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, tornando sul tema della disoccupazione giovanile, affrontato ieri a Mestre, spiega: "Abbiamo fatto il possibile per farli rientrare, qualche volta ci siamo riusciti, proveremo ancora perché non possiamo perdere questa battaglia; però, è vero che spesso, troppo spesso, anche quando rientrano poi non trovano prospettive adeguate di ulteriore affermazione". "Molti - sottolinea il Capo dello Stato - sono senza un'occupazione, molti sono impegnati in un'attività formativa, molti stanno terminando pure questa attività e finiranno con l'aggiungersi ai primi. Dobbiamo riuscire a dare risposte anche muovendoci nei limiti stretti che l'impegno ineludibile dei vincoli di bilancio dello Stato ci impone".

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