I big della sanità uniscono le forze: in cordata, Pierangeli-Spatocco si attrezzano per la fusione delle loro cliniche. Ed è assai più di un'idea, dal momento che già il 30 settembre le assemblee dei soci si incontreranno per deliberare sul progetto che, certo, rafforzerà il peso delle due case di cura storiche di Pescara e Chieti. Ed, evidentemente, è un nuovo tassello all'interno del restyling che sta vivendo la sanità abruzzese, nel pubblico come nel privato: dai tagli ovvero dal piano di riordino dei conti regionali all'ultimo capitolo-Villa Pini con l'affitto in quota Nicola Petruzzi, è tutto un panorama in trasformazione. La comunicazione a firma delle due società-case di cura Pierangeli e Spatocco è arrivata ieri ai sindacati della sanità, perchè nei casi di fusione e riorganizzazione l'articolo 47 della legge 428/1990 prevede un passaggio obbligato con le organizzazioni sindacali. Nella lettera viene reso noto che il 30 settembre si terranno le assemblee dei soci per deliberare sul progetto di fusione della casa di cura Spatocco in Pierangeli. L'operazione viene annunciata con l'esigenza di una riorganizzazione per il perseguimento di una maggiore efficienza gestionale, finanziaria ed economica. Tradotto: razionalizzare e ottimizzare spese di gestione e prestazioni con, la garanzia annunciata, di non toccare i posti di lavoro e i contratti ovvero non ci saranno ricadute sui lavoratori. Anche perchè, seppur fuor di ufficialità, le prestazioni continuerebbero di fatto ad essere erogate nelle due strutture di Pescara e Chieti. «Siamo tranquilli sul fatto che questa fusione non si ripercuoterà sui posti di lavoro e nei reparti -dice Massimo Petrini, segretario provinciale Fp Cgil-, ma aspettiamo di avere chiarimenti in più; per questo abbiamo già richiesto un incontro urgente». Così anche la Cisl: «Aspettiamo l'incontro che dobbiamo espletare per approfondire le motivazioni dell'operazione -dice Davide Farina, sanità privata Cisl-; per noi l'importante è che non si creino problemi con le garnzie contrattuali e i posti di lavoro. Così, se la razionalizzazione e la riorganizzazione viene fatta senza pesare sulla testa dei lavoratori, siamo favorevoli. Anzi: potrebbe essere un progetto-pilota per chi si vuol consorziare, in modo da ottimizzare i costi in un momento di tagli ai conti della sanità». Già alleati nel fronte comune dell'Aiop, unendo la parte gestionale e amministrativa le cliniche Pierangeli e Spatocchi finirebbero per sopportare meglio il peso dei tagli presenti e futuri delle risorse regionali. Ancora: i peso delle due case di cura, che insieme farebbero 340 posti letto autorizzati, si rafforzerebbero nel panorama di una snità privata in trasformazione.